Geseco Dalmine

Geseco, la società da 5 milioni di euro di debito

In questi due anni e mezzo di consiliatura abbiamo esercitato pienamente la nostra funzione di vigilanza e controllo.

Il 26 dicembre 2016 è #GiroDiBoa: due anni e mezzo in Consiglio Comunale. Festeggiamo metà mandato consiliare con una serie di articoli sulle nostre battaglie più importanti. Scopri di più.

Premessa

La storia di Geseco parte dal lontano 2002. A causa della complessità e della lunghezza dell’argomento, in questo articolo ci limitiamo a riportare i fatti più importanti accaduti dopo la nostra entrata in Consiglio Comunale. Stiamo lavorando a un articolo completo ed esaustivo, ci vuole tempo.

Cosa è Geseco

Ge.Se.Co. srl sta per Gestione dei Servizi Comunali, si tratta di una azienda 100% comunale creata nel 2002 per la gestione della farmacia comunale di Via Provinciale (la farmacia è stata poi venduta). Negli anni Geseco ha assunto altri incarichi, ad esempio la gestione dell’illuminazione pubblica, degli alloggi ERP (le case popolari), la manutenzione delle strade, etc.

Il debito della società (a fine 2015) è arrivato a ben 5 milioni di euro: 1 500 000 verso le banche, 2 500 000 verso il comune, 700 000 verso piccoli fornitori, 50 000 altre cose.

La società è in liquidazione da ottobre 2013, l’obiettivo è pagare tutti i debiti per poi chiuderla.

Un passo indietro

Nel 2012 il Governo Monti vara il Decreto Competitività che stabilisce, tra le tante cose, la chiusura di quelle società partecipate che hanno il bilancio in perdita in almeno uno dei tre anni precedenti, per i comuni al di sotto dei 30.000 abitanti. Geseco è tra queste.

L’amministrazione di Dalmine (Lega Nord più Forza Italia) provvede allora alla costituzione di una commissione speciale per la risoluzione del problema: senza altre possibilità si decide per la liquidazione e per la reinternalizzazione di diversi servizi e la vendita della farmacia in via Provinciale.

Nel 2014, la Finanziaria del Governo Letta abroga quel pezzo del Decreto Competitività di Monti che parla di società partecipate in debito. L’amministrazione di Dalmine (sempre Lega Nord più Forza Italia) decide quindi di congelare il problema, in attesa del cambio di amministrazione (a giugno ci saranno le elezioni).

Il Partito Democratico di Dalmine fa una una campagna elettorale incentrata anche sulla questione, in cui annuncia che avrebbe posto fine alla liquidazione.

Fra il dire e il fare, però, c’è di mezzo un mare enorme, e infatti la nuova amministrazione (targata Partito Democratico), viste le continue perdite nel bilancio della società, valuta l’opzione della liquidazione.

Le scelte del PD

Tra le prime azioni della nuova amministrazione ci sono la reinternalizzazione di due dipendenti (da GeSeCo al Comune) e l’assunzione di un nuovo liquidatore poiché secondo la Sindaca è venuto meno il rapporto di fiducia con il vecchio liquidatore. Il 3 febbraio 2015 entra in carica il nuovo liquidatore.

Ad aprile si mette in vendita l’edificio di via Provinciale che ospitava la farmacia comunale, per ripianare parzialmente il debito.

A fine anno c’è il primo voto importante: l’acquisto, da parte del Comune di Dalmine, del magazzino di Geseco per 630 000 euro. Votiamo a favore perché secondo noi la scelta è coerente con il processo di liquidazione e consente alla società di “respirare” con un po’ di liquidità, pagando i fornitori che attendono soldi da diversi mesi. Se Geseco dovesse fallire prima della liquidazione, anche il magazzino sarebbe ipotecato e svenduto, causando un danno enorme al Comune (e alla collettività).

FarmacExit

Sei mesi dopo, nel Consiglio Comunale del 27 giugno 2016, c’è il secondo passo importante: si vota per vendere la farmacia comunale di Via Marconi (l’unica rimasta dopo la vendita di quella in Via Provinciale).

Votiamo a favore perché riteniamo che la farmacia comunale sia un’istituzione che in questo momento storico non ha più la tradizionale funzione di calmierare i prezzi, con la liberalizzazione del mercato anche online. Per recuperare la funzione di aiuto ai cittadini più bisognosi, può essere un’idea quella di istituire dei voucher comunali convenzionati con le farmacie private del territorio.

Per quanto riguarda i dipendenti, è importante quanto ha sostenuto la Sindaca (il massimo impegno per il loro ricollocamento) e lo appoggiamo al massimo.

Paghiamo una gestione pessima della Farmacia Comunale e di Geseco, paghiamo un debito accumulato in tutti questi anni, paghiamo consulenze probabilmente non necessarie, tutto questo ora ricade sulle spalle di tutta la comunità.

Il 16 dicembre viene pubblicato l’esito di gara dell’asta pubblica: farmacia venduta per circa 2 200 000 €.

Il nostro ruolo

In questi due anni e mezzo di consiliatura abbiamo esercitato pienamente la nostra funzione di vigilanza e controllo, richiedendo:

– incontri continui con l’Amministrazione per la rendicontazione delle azioni svolte sul tema e per la discussione delle possibili risoluzioni;

– documentazione completa (verbali delle riunioni, bilanci, conferenze, etc) per tenerci aggiornati e controllare che tutto fosse svolto correttamente;

– interrogazioni scritte periodiche per monitorare la situazione.

Conclusione

Giudichiamo positivo il lavoro svolto dall’attuale Amministrazione, sopratutto nella gestione del reintegro dei dipendenti e nella vendita degli immobili e della farmacia.

Abbiamo però lamentato un ritardo nella stesura del piano di liquidazione, che è arrivato solo qualche mese fa. Piano che comunque appare coerente con la pianificazione.


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