Consumo di suolo a Dalmine, la nostra interrogazione

Insieme a Cortese di Patto Civico abbiamo presentato un’interrogazione sul consumo di suolo nel Comune di Dalmine.

Oggetto: Interrogazione a risposta orale in merito al censimento delle aree verdi e più in genere agricole soggette a ambiti di trasformazione urbanistici.

I sottoscritti Consiglieri Comunali Valerio Cortese e Roberto Pinotti presentano la seguente interrogazione a risposta orale:

Premesso che:

  • Il territorio della città di Dalmine ha subito negli ultimi decenni una riduzione del suolo agricolo e più in generale di aree verdi a tutto vantaggio di trasformazioni urbanistiche (edilizie e viabilistiche) che ne hanno modificato in modo sostanziale la fisionomia che era un connotato caratterizzante sino almeno a cinquant’anni fa.
  • Da una indagine dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale) presentata nel giugno 2017 con il rapporto denominato «Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici», risulta che il comune di Dalmine abbia consumato il 55,2% del proprio territorio che significa una occupazione di suolo di circa 6,52 km quadrati rispetto al totale di 11,81 (Fonte Istat, Censimento 2011). Lo stabilimento Tenaris con le sue due unità produttive di Dalmine e Sabbio impegna una superficie complessiva di 1,62 km quadrati (Fonte Sito Web Tenaris SpA). Si veda la mappa allegata alla presente interrogazione che consente di ottenere una chiara rappresentazione del fenomeno. [la mappa è l’immagine di testa dell’articolo]
  • Dal programma di governo di codesta Amministrazione, nell’intento di limitare il consumo di suolo, si cita testualmente: «rileggere il Regolamento Edilizio e le regole attuative del PGT», e ancora perché: «preservare il territorio significa consumare il minor territorio possibile, procedendo soprattutto con interventi di recupero dell’esistente prima di nuove edificazioni, e tutela del territorio agricolo rimasto evitandone la continua erosione».
  • La pubblicazione, negli ultimi mesi, da parte di codesta Amministrazione di delibere tendenti a confermare l’adozione di c.d. ambiti di trasformazione, hanno posto in evidenza il problema della tutela del suolo o, per meglio dire al contrario, della pianificazione del consumo sistematico di consistenti aree verdi disponibili sul territorio.

Considerato che:

  • Il principio di trasparenza verso i cittadini richiede che le informazioni di carattere sensibile per la migliore coesistenza della popolazione siano garantite anche attraverso una corretta comunicazione dello stato attuale del territorio e delle prospettive di trasformazione che sono già state definite e che impegnano l’attuale Amministrazione, e soprattutto quelle future, ad approvare piani attuativi che si dovessero dimostrare ulteriormente invasivi rispetto al territorio comunale disponibile.
  • Una Amministrazione lungimirante e consapevole deve poter governare il proprio Comune svincolata da interessi particolari e da pressioni speculative di singoli.

Constatato che:

  • Nel programma di codesta Amministrazione sin qui attuato, non esiste nessun provvedimento che possa in qualche modo essere considerato come decisa azione deterrente al consumo di suolo e alla valorizzazione delle aree verdi del nostro territorio, che non risultino già vincolate per superiori interessi pubblici (vedi ad esempio l’area del PLIS).
  • Codesta Amministrazione, per voce del suo Assessore ai Lavori Pubblici, Urbanistica e Edilizia, ha dichiarato che l’opposizione alle iniziative approvate costituisce un percorso perdente per l’Amministrazione e in definitiva per l’intera cittadinanza: di fatto rinnegando una qualsiasi azione atta a contenere, o almeno mitigare, le iniziative deliberate e contraddicendo le velleità esposte durante la campagna elettorale.

Interrogano il Sindaco e la Giunta:

  • Perché i cittadini dalminesi possano comprendere quale sia il grado di consumo di suolo che si è perpetrato negli ultimi 30 anni:

– Quale era il rapporto tra aree edificate rispetto alla superficie complessiva del territorio comunale a partire dal 1990.

– Quale risulterà essere il rapporto delle aree edificate rispetto alla superficie complessiva del territorio comunale dopo l’adozione delle iniziative di cui agli ambiti di trasformazione approvati a tutto il mese di giugno 2017 [il progetto Porta Nord].

  • Perché i cittadini dalminesi possano conoscere quale sia il destino del territorio del nostro comune che ancora oggi ritengono non assoggettato a vincoli urbanistici:

– Quali sono le aree verdi o generalmente agricole, e la loro relativa superficie, che alla data attuale risultano essere impegnate per futuri ambiti di trasformazione, specificando se si tratti di una trasformazione ad uso residenziale, produttivo/commerciale oppure destinato a sviluppi viabilistici.

– Con l’eventuale realizzazione di dette trasformazioni quale potrebbe divenire il rapporto delle aree edificate rispetto alla superficie complessiva del territorio comunale.

– Di queste aree si chiede di conoscere quale sia la data dell’atto che le ha destinate alla trasformazione d’uso.

  • Perché i cittadini dalminesi possano conoscere le reali intenzioni di codesta Amministrazione rispetto agli impegni assunti in campagna elettorale:

– Quali sono le azioni che, limitatamente al tempo limite dell’attuale mandato, codesta Amministrazione intende attuare per garantire una pur minima politica di difesa del consumo di suolo.

  • Chiediamo che la documentazione inerente le risposte che ci verranno offerte ci venga resa disponibile in forma scritta per ulteriori e più approfondite analisi.

Scarica l’interrogazione in formato PDF

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