Dalmine, «sulle piscine comunali l’Amministrazione prenda una strada chiara»

La lista civica “Nostra Dalmine”, composta da giovani cittadini e rappresentata in Consiglio Comunale da Roberto Pinotti, chiede un maggior decisionismo sulla questione delle piscine comunali, che da diversi anni fa percepire il suo peso sul bilancio cittadino, con un debito arrivato ormai a 450.000€.

Da diversi anni, tra le principali voci di credito del bilancio comunale di Dalmine, si registra il capitolo delle piscine comunali, gestite dalla società Cooperativa “Onda Blu”. A causa delle mancate entrate per il canone annuale dovuto dall’impresa che gestisce l’impianto in viale Locatelli, si è giunti alla data attuale (luglio 2017) all’ingente cifra di 450.000€, che impedisce al Comune di impegnare denaro per spese correnti che darebbero linfa e vitalità alla città (per esempio, in ambito sportivo, culturale e delle politiche giovanili).

Come lista civica “Nostra Dalmine”, fin dal nostro insediamento in Consiglio Comunale nel 2014, abbiamo a più riprese pungolato l’Amministrazione per una risoluzione chiara e precisa del problema, che tutelasse la continuità del servizio pubblico, senza tuttavia transigere sul debito accumulato. Dopo diversi mesi di trattative con la società, è stato infine proposto dal Comune un piano di rientro del debito a fronte di manutenzioni straordinarie dell’impianto sportivo, a carico di “Onda Blu”. In sostanza, un miglioramento delle piscine comunali in cambio dell’annullamento graduale del debito.

Fin dall’inizio, abbiamo espresso parecchie perplessità sulla proposta, sia per la delicatezza dei lavori che sarebbero dovuti essere svolti, sia perché questa operazione avrebbe comportato la proroga del contratto con la società fino al 2032. A tutti gli effetti, nel 2016 è arrivata la parziale “smentita”: l’impresa ha presentato il proprio piano, che non è stato tuttavia ritenuto accettabile e credibile dal Comune. A fronte della richiesta di un nuovo piano, tutto tace. Per questo motivo, il Comune ha iniziato a richiedere il saldo del debito, partendo con una cifra modica ma costante: 2.500€ ogni due settimane, che pare “Onda Blu” stia versando con regolarità.

«Siamo consapevoli delle difficoltà che stanno vivendo le piscine comunali anche negli altri Comuni, a partire da Bergamo – dichiara Roberto Pinotti, Consigliere Comunale – ma è anche vero che alcune stanno tornando a realizzare un buon fatturato, rendendo più attrattive le strutture con eventi stagionali, corsi, sport e serate a tema. Garantire la continuità del servizio (Dalmine deve avere una piscina attiva) è imprescindibile, ma lo è anche il rientro dal debito, per permettere al Comune di investire in eventi attrattivi per la città, per esempio nell’ambito delle politiche giovanili».

«La piscina comunale è bisognosa di manutenzione – aggiunge Andrea Pirovano, tra i fondatori della lista civica -. La soluzione proposta dall’Amministrazione è un compromesso che ci sembra non giovare a nessuno, e che posticipa solamente il problema. La piscina ha bisogno di un futuro più roseo, e non può camminare sulla strada che sta percorrendo da anni».

Per questo motivo, “Nostra Dalmine” ha deciso di interrogare nuovamente l’Amministrazione Comunale, cercando una risposta definitiva sulla questione, e cercando di capire quale direzione intende prendere tra quelle possibili: cambio di gestione, richiesta di un piano di gestione e di rientro del debito più credibile oppure gestione della struttura direttamente da parte dell’organico comunale (per esempio, attraverso una società partecipata).

«L’ultima soluzione è quella che ci piace di meno, se si esclude ovviamente la chiusura delle piscine – dichiara Roberto Pinotti in conclusione – perché se è vero che alcuni Comuni la stanno percorrendo, è vero anche che abbiamo il pericoloso precedente di Geseco (nb, società che gestiva i servizi comunali), in liquidazione perché indebitata fino al collo. “Onda Blu” deve mostrarsi credibile, concreta e innovativa nei servizi offerti, altrimenti la soluzione più radicale, ovvero il non-rinnovo e la ricerca di un nuovo partner, ci sembra una scelta inevitabile».

Leggi la nostra interrogazione

 


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