A Dalmine cambierà la raccolta differenziata

Arriva la cosiddetta tariffa puntale: da fine 2018 il secco/indifferenziato si pagherà in base a quanto se ne produce. L’obiettivo è incentivare i cittadini a migliorare la propria differenziata così da arrivare all’80% di raccolta differenziata entro i prossimi 5 anni.

Nel 2017 si è concluso il contratto che il Comune di Dalmine ha con la ditta che si occupa della raccolta dei rifiuti, la Sangalli. In questi mesi, anche grazie al nostro contributo, il Comune ha scritto il bando che verrà indetto per cercare una nuova ditta. La gara d’appalto avverrà nei prossimi mesi e se tutto va bene la nuova ditta inizierà a lavorare alla fine di quest’anno. Durante questo periodo di transizione la Sangalli sta continuando a lavorare per il Comune.

Una importante premessa

Nel bando realizzato dal Comune ci sono un sacco (ah-ah) di novità che cambieranno il nostro rapporto con la raccolta differenziata. È importante precisare, però, che qualora la gara d’appalto dovesse andare deserta, cioè nessuna azienda si dovesse proporre, alcune di queste novità o verranno eliminate o verranno modificate.

Il bidone con il microchip

Il bidone del secco/indifferenziato, distribuito dal Comune, avrà un microchip di riconoscimento e verrà registrato il numero di esposizioni del bidone durante l’anno. Si paga in base al numero di esposizioni. Quindi chi produce meno secco, paga di meno.

La tassa sui rifiuti, detta TARI, sarà quindi divisa in due: una parte fissa e una parte variabile. La parte variabile riguarda la propria produzione di secco. Ecco perché è chiamata tariffa puntuale.

L’obiettivo è invogliare i cittadini a fare meglio la raccolta differenziata: a Dalmine è circa il 65% (cioè il 65% del totale dei rifiuti prodotti è differenziato tra carta, plastica, vetro, latta, umido, etc). L’obiettivo (ambizioso) dell’assessore all’ambiente Cigliano è arrivare all’80% entro i prossimi 5 anni.

Le altre novità

I cestini presenti in città verranno dotati di coperchio così da evitare che qualcuno ci metta dentro il proprio sacchetto del secco.

Ci sarà un sacco per la plastica che dovrà essere usato esclusivamente per la plastica. Significa che non potrete usare quel tipo di sacco per altri tipi di rifiuti.

Per chi ha necessità, verrà distribuito un bidone viola per la raccolta di pannolini e materiale sanitario. Questo contenitore non verrà conteggiato come quello per il secco.

Verrà installata una pesa presso la piattaforma ecologica (quella che erroneamente solitamente chiamiamo “discarica”) così da tenere sotto controllo i privati e le aziende.

In Comune ci sarà uno sportello speciale dedicato con un dipendente della ditta della raccolta dei rifiuti.

Verranno installati dei dispositivi GPS sui mezzi utilizzati dalla ditta che raccoglie i rifiuti per controllare la posizione.

Il Comune riceverà una percentuale dei soldi che l’azienda di raccolta guadagnerà dallo smaltimento dei rifiuti (ad esempio quando venderà la carta alle aziende che la reciclano).  Il Comune punta al 20% di questi introiti.

I soffiatori usati per pulire le strade dovranno essere elettrici così da renderli silenziosi.

Verranno organizzate delle giornate speciali nelle scuole di Dalmine per sensibilizzare gli studenti e le studentesse.

Un po’ di numeri

Il costo dell’appalto sarà di quasi un milione e mezzo di euro all’anno.

Ogni abitante di Dalmine costa solamente 67€ all’anno. Nelle altre città i costi sono molto maggiori: a Pavia 170€, a Maranello 220€, a Brescia 160€, a Milano 220€ e a Varese 190€. (I numeri ci sono stati forniti dall’assessore all’ambiente di Dalmine).

Aldilà dell’appalto, il Comune di Dalmine risparmia circa il 20% grazie alla convenzione con la REA (l’inceneritore di Dalmine), che prevede uno sconto sostanzioso sui rifiuti (secco/indifferenziato) che portiamo a bruciare. Il 20% sono circa 140.000 – 180.000€ all’anno.

La nostra posizione

Le novità proposte sono ottime, pensiamo sia la cosa migliore fatta da questa amministrazione.

L’Italia è uno dei migliori paesi in Europa (e quindi nel mondo) per quanto riguarda la raccolta differenziata ma produciamo ancora troppi rifiuti. Il prossimo passo, conclusa la fase di innalzamento della percentuale di raccolta differenziata, deve essere la strategia rifiuti zero, di cui avevamo discusso in campagna elettorale, per ridurre al minimo la produzione di rifiuti e incentivare il riuso.

Don’t panic!

Niente panico: nei prossimi mesi scriveremo altri articoli come questo, più approfonditi e puntuali. In più, faremo delle guide video per aiutarvi a migliorare la raccolta differenziata e a produrre meno rifiuti.

Per sapere come va a finire l’appalto, seguici su Facebook oppure iscriviti alla nostra newsletter (170 persone l’hanno già fatto!).

 

(credit foto copertina)

2 commenti su “A Dalmine cambierà la raccolta differenziata”

  1. Grande idea dei geni che abbiamo in comune, vedrete quanta spazzatura troveremo per le strade di tutta Dalmine.
    Pensate cosa farà certa gente pur di non pagare……..

    1. Ciao Michele, eppure nei comuni dove è partita la tariffa puntuale questi fenomeni non si presentano. Speriamo in bene, ovviamente, e ci auguriamo anche controlli ferrei.

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