A Dalmine ci sarà una nuova Casa di Accoglienza per minori

L’edificio di Via Santuario a Mariano, ex circolo familiare, verrà recuperato come comunità per minori dalla storia difficile.

Durante l’ultimo Consiglio Comunale, lo scorso 24 maggio, è stato discusso ed approvato un importante punto, che riguarda il futuro dell’immobile a Mariano, in Via Santuario 3.

Lo stabile verrà assegnato alla Cooperativa “Il Pugno Aperto”, che si occupa dal 1991 del sostegno alle fasce sociali più deboli, in particolare dei minori e dei soggetti psichiatrici. A Dalmine, in particolare, la società è già ampiamente conosciuta per i suoi progetti di housing sociale.

A Mariano, verrà insediata la Casa di Accoglienza “Il Guado”, finalizzata ad insediare un servizio educativo di accoglienza residenziale per bambini e ragazzi dalla storia difficile, temporaneamente separati dalla famiglia (per la decisione del Tribunale dei Minori). L’edificio verrà ristrutturato e leggermente ampliato, consentendo l’alloggio a circa 10 minori.

Dove si trova
Dove si trova

L’operazione ha un valore di circa 67.850€, che verranno compensati dalla Cooperativa sotto forma dei servizi citati (alloggi sociali): in pratica, il Comune di Dalmine provvede al pagamento dei lavori necessari, in cambio dell’importante lavoro sociale che “Il Pugno Aperto” svolge sul territorio per i minori dalminesi, che avranno alcuni posti letto riservati.

Ma c’è di più: il piano terra verrà dedicato a una Sala Polivalente, pensata come luogo dove i cittadini e le associazioni potranno incontrare i ragazzi e progettare delle iniziative: uno spazio di incontro e di inclusione.

Il piano di recupero
Il piano di recupero

Abbiamo ovviamente votato a favore dell’operazione. Il nostro consigliere comunale Roberto Pinotti ha evidenziato come il progetto coniughi le finalità sociali a quelle della buona urbanizzazione: “è quello che ci piace e vogliamo per il futuro della nostra città: l’urbanistica di riqualificazione e recupero degli spazi inutilizzati”.

Si aggiunge Fabio Tiraboschi, coordinatore di Nostra Dalmine: “si tratta di un servizio che va nella direzione giusta, il contrasto del disagio giovanile e l’arricchimento dei servizi alla persona, già ottimi, sul territorio. Inoltre, è tanto bello che ad essere recuperato sia proprio un edificio storico, già circolo familiare”.

Il progetto completo può essere visionato a questo indirizzo.

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