La superstrada Bergamo-Treviglio non serve

Lunedì 5 novembre Claudia Terzi, assessore regionale alle Infrastrutture e ai Trasporti, durante una inaugurazione nel comune bergamasco di Casirate, ha ribadito la necessità di un “collegamento diretto” tra Bergamo e Treviglio, la famosa “autostrada Bergamo-Treviglio” o “IPB”. Nostra Dalmine è sempre stata fortemente contraria alla realizzazione della Bergamo-Treviglio.

Un passo indietro: cosa è la IPB?

IPB (linea verde qui sotto) sta per Interconnessione Pedemontana BreBeMi. L’autostrada Pedemontana collega Gallarate – Osio Sotto (ad ora c’è solo il pezzo Gallarate – Copreno), la BreBeMi invece collega Brescia-Treviglio-Melzo. L’idea quindi è di connettere la Brebemi (a Treviglio) alla Pedemontana (a Osio Sotto) così da rendere più scorrevole il traffico sulla tratta Bergamo-Treviglio. Il progetto iniziale prevedeva la costruzione di una autostrada (da qui l’altro nome Autostrada Bergamo-Treviglio) a pagamento. Ora si parla di superstrada.

fonte: cambiamola.it

Perché una nuova opera è inutile

Gli studi sul traffico effettuati dal Politecnico di Milano ci dicono che da Bergamo a Treviglio non c’è così tanto traffico da giustificare un’opera così imponente. La maggior parte del traffico riguarda spostamenti medio-brevi tra i vari comuni lungo la linea Bergamo-Treviglio.

Ecco perché crediamo – sulla base delle proposte del comitato Cambiamola – che la soluzione per risolvere il problema del traffico sia invece la costruzione di strade di scorrimento esterne ai centri abitati (ad esempio Boltiere e Arcene) e la riqualificazione dei tratti già esistenti (ad esempio Dalmine).

fonte: cambiamola.it

 

E il parere dell’ANAC?

Il 16 luglio L’Eco di Bergamo ha riportato la notizia che l’ANAC (l’autorità nazionale anti corruzione) ha definitivamente sancito che l’iter per la realizzazione dell’autostrada Bergamo-Treviglio (o IPB) debba ripartire da capo a causa della non conformità dell’assegnazione degli appalti. Al tempo, avevamo auspicato la parola FINE di un progetto pensato male e gestito peggio.

 

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