Nascita, apertura, avere cura: cultura

Nostra Dalmine ha le sue radici non solo nell’ambiente ma anche nella cultura. È grazie alla conoscenza di ciò che è nuovo che Dalmine ha la possibilità di riscoprisi con sguardo arricchito.

Questo articolo è stato pubblicato nel secondo numero di Fly Zone, il giornalino di Nostra Dalmine

Le radici nodose affondate nel terreno corrono per gli strati del suolo, una profondità sconosciuta. Si intrecciano e si richiamano l’una l’altra. Esse sono nutrimento e fondamento di una nascita, fili di un seme duro che si radica nel mondo. La corteccia rugosa, un medio fra il tenero nocciolo di vita e la natura che lo assorbe. E poi su, uno slancio oltre il cielo che rompe la comune prospettiva per ergersi al di sopra. I raggi del sole scivolano sul tronco e illuminandolo accompagnano le foglie nel loro aprirsi. E così questo giovane corpo si mantiene in vita avendo cura di sé.

La conoscenza, base della cultura, è un modo di essere dell’uomo.

Ognuno di noi, gettato nel mondo alla nascita, crea le sue radici. Esse sono la struttura essenziale che ci caratterizza, un’impronta nel suolo, la nostra identità. Le radici si diramano ad ogni incontro che facciamo perché in essi si rivelano le persone e le cose con cui ci rapportiamo. L’incontro è però possibile perché l’uomo è una radura, ovvero un’apertura che dal fitto del bosco lascia penetrare la luce del sole che scopre dal nascondimento ciò che ci circonda; inoltre in questo disvelamento cogliamo noi stessi, costruiamo le nostre fondamenta. È però necessario levarsi verso l’alto per aprirsi alla conoscenza e rompere la prospettiva comune, l’indifferenza della quotidianità per cui ci ritroviamo a dire ciò che si dice, a divertirci come ci si diverte, a pensare ciò che si pensa, a essere come genericamente si è. Questo stato di medietà assorbe le eccezioni, dissolve silenziosamente ogni originalità e sgrava l’uomo dall’essere se stesso, lo deperisce. La cultura, in quanto conoscenza di sé e del mondo, ha il compito di risvegliare le persone inducendole ad aver cura del proprio originario modo di essere.

Nostra Dalmine ha le sue radici non solo nell’ambiente ma anche nella cultura.

È grazie alla conoscenza di ciò che è nuovo che Dalmine ha la possibilità di riscoprirsi con sguardo arricchito. Fra le varie idee volte a portare nella città iniziative artistiche e culturali c’è anche la forte necessità di favorire l’incontro fra persone, in particolari fra giovani spesso privi di un luogo in cui porsi in relazioni con i propri coetanei. Da qui la volontà di creare un centro giovani che si intrecci alle attività culturali per nutrire le giovani radici bisognose di emergere dall’intricata rete di connessioni che è il mondo. Un luogo luminoso, un luogo di condivisione, un luogo in cui ognuno è non come generalmente si è ma come originariamente preme di essere, un luogo in cui conoscere. Una radura.

Francesca Sardo

 

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