Le nostre proposte per il Biciplan

L’attuale amministrazione (Sindaco Bramani) ci ha chiesto un parere sul Biciplan, l’insieme di documenti per progettare la mobilità ciclabile cittadina. Abbiamo preparato un documento corposo, ecco un riassunto.

⌚️ In 10 secondi

La visione del Biciplan dovrebbe essere più ampia e complessa della realizzazione di un’infrastruttura ciclabile. Riteniamo che ci si debba concentrare a tutto tondo su come le persone si spostano allo stato attuale e come invece politicamente si desidera, per ragioni ambientali, di salute pubblica e culturali, che si spostino in futuro, agevolando un sistema interconnesso a livello commerciale, urbanistico, educativo ed ambientale.

Un passo indietro

La scorsa amministrazione (Sindaco Alessio) ha rivisto il Piano Urbano del Traffico (PGT), l’insieme di documenti necessari per progettare il traffico cittadino.

Tra questi documenti c’è anche il Biciplan, l’insieme di documenti per progettare la mobilità ciclabile cittadina.

Il Biciplan, progettato dalla società Masterplanstudio, è stato consegnato alla scorsa amministrazione il 2 maggio 2019.

Torniamo al presente

A maggio-giugno 2019 ci sono state le elezioni e sono state vinte dal candidato sindaco Bramani, di diverso orientamento politico rispetto all’amministrazione Alessio. Per questo motivo la nuova amministrazione ha chiesto, in data 24 dicembre 2019, sempre alla società Masterplanstudio di rivedere il Biciplan per controllare che sia tutto ok.

Nel frattempo, l’assessore alla viabilità ha chiesto ai gruppi politici presenti nel Consiglio Comunale di inviare delle osservazioni sul Biciplan.

Cosa c’è nel Biciplan

Il Biciplan è suddiviso in tre documenti (più le mappe).

Un documento di intenti (PDF) con un inquadramento generale della situazione viabilistica, commerciale ed edilizia del Comune di Dalmine. Tra le altre cose, viene spesso evidenziato come il territorio è stato sacrificato dal punto di vista del consumo del suolo e che sarà fondamentale puntare sulla rigenerazione urbana, valorizzando soprattutto il PLIS del Basso Brembo e le aree verdi urbane.

Nello studio del traffico (PDF) troviamo i diversi modelli matematici e viabilistici usati per analizzare il traffico Dalmine. Funziona più o meno così: si inseriscono dei dati (ad esempio, numero di auto ad ogni ora, il tipo di veicoli, il numero di incroci, etc) in un programma informatico che simula i flussi di traffico, i risultati vengono poi usati dai progettisti.

Nella relazione generale (PDF) troviamo:

  • Gli obiettivi generali (ad esempio: promuovere la cultura della bicicletta, migliorare la qualità della vita, contribuire alla crescita dell’economia locale).
  • Le azioni per la pianificazione della mobilità (ad esempio: messa in sicurezza dei percorsi ciclabili casa-scuola, potenziare l’offerta di ciclo parcheggi protetti, sviluppare un sistema di segnaletica univoco, istituire un “Ufficio Biciclette”).
  • Le azioni per comunicare il Biciplan alla popolazione (ad esempio: promuovere la cultura della bicicletta, valutare l’adesione alla campagna europea “Bike to Work”, istituire la “Giornata della manutenzione dei percorsi ciclabili”).

Le mappe allegate alla relazione generale contengono le piste ciclabili vere e proprie. Questa ad esempio è la proposta di quella che noi avevamo chiamato Bicipolitana (una metropolitana in superficie dove le rotaie sono i percorsi ciclabili e le carrozze sono le biciclette):

(premi sulla mappa per scaricare la versione originale)

Le nostre osservazioni

Nelle scorse settimane abbiamo studiato i documenti e abbiamo messo insieme tre tipi diversi di osservazioni, nate dalle gravi mancanze in seno al Biciplan.

1. Osservazioni relative alla relazione generale

Obiettivi chiari, concreti e misurabili. Una pianificazione  ciclabile deve avere degli obiettivi SMART (specifici, misurabili, realistici e definiti dal tempo) rispetto all’utilizzo della bicicletta da parte della popolazione.

Esempio: l’obiettivo è raggiungere il 20% della popolazione che abita e lavora a Dalmine e utilizza la bicicletta per raggiungere il luogo di lavoro entro il 2025.

Qualità della vita. È importante premettere che le azioni inserite nel piano vanno nella direzione di un miglioramento della qualità della vita della popolazione.

Esempio dal Biciplan di Treviglio: l’attuale organizzazione dei trasporti è caratterizzata dalla predominanza del traffico su strada, con l’uso prevalente di automezzi privati, e ha conseguenze negative sul piano economico, sociale ed ambientale.

2. Osservazioni relative alle strategie e politiche

Disincentivazione dell’automobile. La pianificazione e le politiche inserite mancano di una sezione decisiva e strategica relativa alla disincentivazione dell’utilizzo dell’automobile, che si deve necessariamente accompagnare alle politiche di tutela della mobilità ciclabile.

Esempio: istituire dei sensi unici e delle zone per soli residenti così da rendere i tragitti in automobili più lunghi (e quindi non competitivi con la bicicletta); creare della “Zone 30”, cioè delle strade con limite di velocità di 30 km/h, dove pedoni e ciclisti si possano sentire sicuri anche senza marciapiede o pista ciclabile, grazie alla costruzione di impedimenti (dossi, chicane, alberi, panchine) così da rallentare la velocità dei mezzi motorizzati.

Le caratteristiche ideali di una pista ciclabile. La velocità di spostamento è il motivo principale del perché la popolazione delle città europee ad alto tasso di ciclabilità scelgono la bicicletta. Ecco perché una infrastruttura veloce e sicura è fondamentale per invogliare le persone ad utilizzarla.

Esempio: continuità tra i diversi tratti delle piste ciclabili (evitando quelle che finiscono “nel nulla”); uniformità tra i diversi tratti delle piste ciclabili (no alle piste ciclabili con un tratto sul marciapiede, poi in sede protetta, poi a lato strada con una riga gialla); dare un manto rosso alle piste ciclabili così da dare riconoscibilità alle stesse.

Collegamento ai trasporti pubblici e ai parcheggi. È importante lavorare sulle modalità che favoriscano i cittadini di Dalmine all’utilizzo del trasporto pubblico, collegando le piste ciclabili ai sistemi intermodali di trasporto ed inserendo adeguati servizi accessori (es: stazioni di riparazione, parcheggi per le biciclette) in questi luoghi strategici.

Bike sharing. Nella pianificazione non è sufficientemente approfondito l’importante ruolo del bike sharing, il servizio di noleggio delle biciclette pubbliche sul territorio, che è attualmente attivo ma scarsamente utilizzato dai cittadini di Dalmine.

Altre proposte:

  • Mobility Manager. Una figura cardine a livello territoriale che possa agevolare le politiche di cui sopra, pianificare le diverse attività e diventare un punto di riferimento per la ciclabilità sul territorio.
  • Asta comunale delle biciclette. Bologna ha un sistema di vendita ad asta di biciclette presso la piattaforma ecologica comunale, ad un prezzo naturalmente calmierato.
  • Sistemi anti-furto. La prevenzione dal furto è un elemento di forte incentivazione all’utilizzo della bicicletta. Sempre a Bologna è possibile marchiare il telaio della propria bicicletta al modico costo (di soli € 5,00) per il cittadino.
  • Consulta comunale della bicicletta. Ancora a Bologna è presente la “Consulta comunale della bicicletta”, organo consultivo del Consiglio Comunale attivo sulle varie tematiche inerenti la ciclabilità.
3. Osservazioni relative alle principali piste ciclabili

Riprendiamo la cartina della Bicipolitana per spiegare meglio le nostre osservazioni.

  • La linea verde tenta di collegare Guzzanica a Stezzano ma prevede il passaggio lungo l’Autostrada A4, in una delle zone più trafficate dell’Italia intera. Meglio collegare Dalmine a Stezzano passando da Sabbio (prossimo punto).
  • Non è prevista tra i nuovi intinerari ciclabili una pista ciclabile che colleghi la frazione di Sabbio al Comune di Stezzano ed in particolare al centro commerciale “Le Due Torri”, un’infrastruttura che potrebbe unirsi a quella già collocata sul territorio di Stezzano.
La ciclabile delle Due Torri incomincia dopo il sottopasso per andare a Sabbio
  • Per quanto riguarda la frazione di Brembo, è importante menzionare nuovamente l’intervento relativo alle cosiddette “Aree 30”: il traffico interno a Brembo che non è relativo ai residenti della frazione va diretto verso le arterie esterne (es: Viale Brembo – Via XXV Aprile), lasciando spazio a strade interne più accoglienti per pedoni e ciclisti.
Alcuni tratti di VVX Aprile sono molto pericolosi e il marciapiede è stretto e dissestato.
  • Non è prevista una pista ciclabile che colleghi i cittadini della frazione di Brembo (Viale Brembo) con l’Istituto “Aldo Moro” presso la frazione di Mariano, un’infrastruttura molto utile per gli studenti, gli insegnanti e i genitori che frequentano le scuole. La zona può accogliere serenamente una pista ciclabile, considerando anche che lo spazio in prossimità del marciapiede di Via Cascina Bianca è spesso occupato da numerose automobili dei residenti della zona.
In Via Cascina Bianca non c’è spazio per i giovani studenti che vogliono raggiunge le scuole in sicurezza.
  • Non è prevista una pista ciclabile che attraversi “La Porta Nord di Dalmine” (cosa è?) e che colleghi la nuova zona residenziale e commerciale con i principali luoghi della città.
  • La pista ciclabile esistente sul Viale Mariano (quella che costeggia il bosco urbano) si interrompe prima dell’inizio della zona residenziale e commerciale. Deve essere garantito un collegamento sicuro con la successiva pista ciclabile di Via Tiraboschi, verso Osio Sopra.
La conclusione della ciclabile di Viale Mariano: cavoli tuoi.

 

Leggi il documento completo con le nostre osservazioni

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