L’espansione del campus di Ingegneria a Dalmine

In questi ultimi anni, non ci sono stati grandi passi in avanti nel progetto di sviluppo dell’Università a Dalmine. Chiediamo all’Amministrazione tutte le novità e quali rapporti ci sono tra il Comune e Università di Bergamo.

Da sempre, uno dei cavalli di battaglia di Nostra Dalmine è la volontà di accompagnare Dalmine nella trasformazione in una Città Universitaria, che sia davvero a prova di studenti e che con gli studenti sappia dialogare traendone reciproci benefici. Per questo avevamo accolto positivamente, nel 2019, la notizia della realizzazione del nuovo campus di Ingegneria nell’edificio dell’ex centrale Enel tra via Pasubio e via Galvani. Il progetto, che avrebbe dovuto essere completato entro il 2021, è al momento fermo agli inizi, anche per la pandemia degli ultimi due anni.

Sebbene da inizio mandato l’Amministrazione abbia dichiarato la volontà di costruire un “Patto con l’università“, le cose nella realtà ci sembrano diverse e sembra mancare una visione di insieme nello sviluppo di Dalmine come città che accolga l’università e l’indotto positivo che può generare a livello commerciale, culturale, formativo e tecnologico.

Ecco perché come Nostra Dalmine, lista civica di minoranza in consiglio comunale, abbiamo presentato un’interrogazione, in collaborazione con PD Dalmine e Insieme Per Dalmine, che verrà discussa nel prossimo consiglio comunale. L’obiettivo è conoscere lo status della realizzazione della nuova sede e avere maggiori informazioni sulle interlocuzioni tra la Giunta e l’Università.

La risposta all’interrogazione

Durante il Consiglio Comunale del 13 aprile 2022, si è parlato anche di Università, grazie ad una nostra interrogazione al Sindaco. Le risposte sono state utili, ma ci hanno lasciati perplessi su alcuni importanti punti.

— Il cantiere e lo sviluppo. Qualche anno fa, l’espansione dell’Università a Dalmine sembrava un progetto rapido e sicuro. Oggi, il cantiere è fermo e sembrano esserci poche novità in arrivo. Il Sindaco ci ha risposto che ci sono stati problemi con l’azienda assegnataria del progetto e che verrà ripreso, anche se non sono chiari i tempi.

— I progetti con l’Università. I contatti tra Sindaco e Università sono stati, per ammissione, rari e sporadici. Questo contrasta con la visione di “Dalmine Città Universitaria” dichiarata dalla Giunta dopo l’elezione (e, in realtà, perno del nostro programma elettorale), che dovrebbe essere al centro dell’azione amministrativa, vista la presenza di 5.000 studenti sul territorio e le straordinarie opportunità che ci sono dal punto di vista culturale, formativo, sportivo, lavorativo, dell’innovazione e delle politiche per i giovani.

— La visione sull’Università, timida. L’intenzione della Giunta è quella di lavorare principalmente sui temi della viabilità e del commercio. Va certamente bene, ma una visione lungimirante dovrebbe spingersi oltre, ragionando ad esempio sulla creazione di un polo universitario sanitario a Dalmine, per iniziare ad affrontare con serietà il tema della crisi dei medici di base.

In generale, per governare una Città Universitaria serve avere una visione chiara e olistica sui temi della didattica, della viabilità, della mobilità, degli alloggi, della proposta culturale, delle politiche sportive e del lavoro. Ad oggi, la nostra Amministrazione sembra non aver raccolto con efficacia questa sfida.

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