Una nuova linea di bus elettrici da Bergamo a Dalmine

Si chiama “E-BRT” ed è una nuova linea di autobus elettrici, finanziata dai fondi del PNRR, che collegherà Bergamo alla stazione dei treni di Verdello, passando per Dalmine. Purtroppo l’Amministrazione di Dalmine non sembra troppo convinta.

Il collegamento tra Bergamo, Dalmine e Verdellino è senza dubbio uno dei più nevralgici della nostra Provincia. Lo sa bene chi tutti i giorni percorre parte di questa tratta per recarsi al lavoro o in Università, con l’auto o con i mezzi pubblici. Si tratta però anche di un percorso ricco di problematiche viabilistiche a cui negli anni non sono sempre state dedicate le giuste attenzioni (nonostante l’apprezzabile tentativo svolto negli ultimi anni con la navetta universitaria Caniana – Polo di Ingegneria a Dalmine – Stazione di Verdello, ora archiviato). Dopo anni passati ad auspicare progetti avveniristici come quello del tram, finalmente sembra esserci una soluzione positiva: la linea e-BRT (“Electronic Bus Rapid Transit”).

Un po’ di storia

Nel 2020 la Provincia di Bergamo ha approvato il Piano Urbano Decennale della Mobilità Sostenibile, con il fine principale di potenziare il trasporto attivo e alternativo disincentivando le automobili. ATB si prefigge di voler fare la propria parte nella lotta alla crisi climatica. Nel 2021 è nato il cosiddetto “Sentiero dell’Innovazione”, un’iniziativa di Provincia, Comune di Bergamo, Camera di Commercio, Diocesi di Bergamo e Kilometro Rosso volta a rilanciare il territorio anche basandosi sulla presenza dell’Università. A giugno 2021, nell’ambito del PNRR, viene finanziata in extremis la linea e-BRT, che verrà realizzata tra il 2024 e il 2026 con lavori per un totale di 80 milioni di euro. In questi mesi, ATB sta recependo le osservazioni dei Comuni interessati per stilare un protocollo d’intesa.

I dettagli del progetto

La nuova linea servirà Bergamo, Lallio, Dalmine, Osio Sopra, Osio Sotto e Verdellino, con un totale di 24 fermate (14,5 km di percorso di cui 12 in sede riservata) verso Verdellino e 21 fermate (14,6 km di percorso di cui sempre 12 in sede riservata) verso Bergamo. Già in questo senso si notano degli enormi vantaggi: le attuali linee 5 di ATB (quelle che servono Dalmine, per intenderci), contano mediamente 41 fermate e 58 minuti di percorrenza, contro i 47 di e-BRT. Rilevanti anche la frequenza e il numero di passeggeri: si passa rispettivamente da 30 minuti in orario non di punta e un massimo di 400 utenti a 15 minuti e un massimo di 700 utenti.

Caratteristica molto importante sono le 3 linee complementari di adduzione che serviranno per raggiungere, tra gli altri, l’Ospedale di Bergamo e il Kilometro Rosso. Una di queste linee collegherà Levate e Osio a Bergamo passando ogni mezz’ora per tutte le frazioni di Dalmine, costituendo di fatto una nuova linea 5.

Possibile tracciato della E-BRT

A conti fatti le fermate della linea principale nel comune di Dalmine saranno:

  • Zona del Bricoman
  • Via Provinciale
  • Viale Locatelli
  • Antenna
  • Velodromo
  • SIAD

Si tratta chiaramente di fermate molto simili a quelle già presenti: questa peculiarità distinguerà tutto il progetto in modo da non disabituare l’attuale utenza.

Un altro aspetto molto importante da evidenziare è quello che riguarda la grande rotonda che interseca la cosiddetta “Dalmine – Villa d’Almè” e il Provinciale: i bus e-BRT potranno di fatto passarci in mezzo grazie a corsie preferenziali e ad un impianto semaforico che si attiverà solo al loro transito.

Possibile tracciato su sede propria sul Provinciale tra Lallio e Dalmine

Citiamo altri dettagli che ci paiono particolarmente interessanti:

  • la questione ambientale: verranno risparmiate 780 tonnellate di CO2 ogni anno, l’inquinamento acustico calerà di 7 decibel e i costi di manutenzione, riparazione ed efficientamento energetico verranno ridotti del 65%. Inoltre è prevista la sistemazione di marciapiedi ed altre infrastrutture lungo tutto il Provinciale;
  • il sistema tariffario rimarrà praticamente invariato, ma con il tempo il sistema a zone verrà esteso fino a Verdellino per poi formare un unico abbonamento valido su tutta ATB e anche su parte di Trenord;
  • la frequenza delle corse sarà legata a quella dei treni da e per Bergamo e Verdello;
  • in direzione Verdellino verrà coperta la roggia colleonesca, che si utilizzerà come corsia riservata.

La linea e-BRT offrirà sostanzialmente “le comodità dei tram senza essere composta da tram”, come la possibilità di avere delle corsie preferenziali ma con costi d’investimento minori e con una maggiore flessibilità di tracciato.

La situazione a Dalmine

Come Nostra Dalmine, lista civica di minoranza con due consiglieri comunali, siamo molto favorevoli al progetto: si tratta di una di quelle opere che può davvero risultare incisiva nel processo con cui si vuole (e si deve!) dare un volto più sostenibile e moderno alla nostra Provincia e, di conseguenza, al nostro Comune. Siamo contenti che ATB ci abbia creduto fortemente e siamo impazienti di vedere i prossimi passi, con i benefici che ne deriveranno anche per i tantissimi e le tantissime pendolari che quotidianamente entrano ed escono da Dalmine.

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Purtroppo, la maggioranza del consiglio comunale di Dalmine non è sulla nostra stessa lunghezza d’onda. Come espresso chiaramente dal capogruppo della Lega Pellegrini, la linea e-BRT potrebbe potenzialmente portare ad un aumento delle problematiche di viabilità invece che ad una loro diminuzione. Si tratta di obiezioni che abbiamo francamente trovato sconclusionate, oltre che palesemente in conflitto con l’ambientalismo sbandierato dall’Amministrazione nelle ultime settimane.

L’ingegner Scarfone, rappresentante di ATB, ha lanciato una provocazione in cui affermava che, sebbene il progetto abbia sicuramente margini di miglioramento, sembra quasi che alcuni componenti dell’Amministrazione avrebbero preferito perdere questi 80 milioni di euro. E non ci sentiamo di dargli torto, visto anche quanto la maggioranza abbia manifestato di credere nei bandi del PNRR in occasione della presentazione del DUP.

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2 commenti su “Una nuova linea di bus elettrici da Bergamo a Dalmine”

  1. È la solita storia; il Ministero non ti dà i soldi per una tranvia e ti costringe ad accettare una soluzione di compromesso che sarebbe il BRT a batterie, imponendo di inserire nel panorama del trasporto pubblico bergamasco un’altra tecnologia di cui non si conoscono i risultati dei costi per la manutenzione e per la disponibilità dei mezzi, quando invece con il tram era tutto chiaro.
    Perché non si è scelta la soluzione BRT con filobus come a Rimini che ha un rendimento altissimo e anch’esso in caso di deviazione per lavori, incidenti e quant’altro dispone di una batteria che gli consente di aggirare gli ostacoli?
    Anche nell’italia progredita ormai vige la convinzione che i denari pubblici si debbono spendere a tutti i costi?

  2. Le rogge non vanno assolutamente più coperte per manutenzione e in caso di forti piogge causerebbero allagamenti. Esiste una normativa a tal proposito. Oltretutto il percorso raccoglierebbe un piccolo bacino di utenza visto la lontananza da case. Poi la corsa preferenziale passerebbe a filo delle abitazioni. D’altronde lo spazio è quello che è. Soluzione: cercare e realizzare percorso alternativo e non snaturare il paesaggio. Per finire ricordo che gli universitari vanno in facoltà con auto propria. I soldi vanno spesi non buttati in questo modo. Grazie

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