Nostra Dalmine

Nostra Dalmine è la lista civica di persone attive sul territorio e nelle frazioni. Con questo blog raccontiamo la politica a Dalmine in modo semplice.

La vendita dell’Area Feste di Dalmine ad ABB

L’Amministrazione Bramani ha messo in vendita l’Area Feste di via Stella Alpina a Dalmine, in fretta e furia senza dare troppe spiegazioni. L’azienda ABB ha vinto il bando. Nostra Dalmine: “Vendere l’Area Feste è un errore: è uno degli ultimi spazi comunali strategici, fuori dal centro abitato, perfetto per eventi, cultura, sport e attività di comunità. L’area va valorizzata!

Ma partiamo dall’inizio

Nel Consiglio Comunale del 28 aprile arriva quello che sembra un innocuo aggiornamento delle aree che l’Amministrazione mette in vendita (piano delle alienazioni): l’area feste passa dal patrimonio indisponibile a quello disponibile, senza ulteriori dettagli. Non è ancora in vendita, ma potrebbe esserlo in futuro.

Passano i mesi e arriviamo a novembre: il Consiglio Comunale previsto viene posticipato a nuova data, in maniera quasi sospetta. Tenete a mente questa cosa.

Il caos in Consiglio Comunale

Durante il Consiglio Comunale del 19 novembre, la maggioranza vota per inserire l’area feste nel Piano delle Alienazioni, indicando quindi l’intenzione di venderla.

L’area misura circa 13.000 metri quadrati e una sua parte ricade nel corridoio ecologico est–ovest, una zona verde tutelata dal PGT al confine con Lallio. Il valore è stimato in circa 1.6 milioni di euro tramite perizia tecnica comunale.

Il Sindaco Bramani afferma che “si sta dialogando con una grande azienda del territorio in cerca di nuovi spazi”, mentre la Vicesindaco Simoncelli non risponde ad alcuni quesiti tecnici importanti, dichiarandosi impreparata.

Chiediamo quindi di rinviare il punto: come votare senza informazioni adeguate? Niente da fare.

Durante le votazioni tutti i consiglieri comunali di minoranza abbandonano l’aula, seguiti anche dal consigliere di maggioranza Iodice, con l’obiettivo di far mancare il numero legale. Da notare l’assenza di tanti consiglieri della maggioranza (ricordate che il Consiglio era stato posticipato?).

Alla fine la maggioranza riesce a mantenere il numero legale perché alcuni membri dell’Amministrazione telefonano a una consigliera collegata da remoto, che aveva lasciato la seduta da tempo.

Il bando di vendita

Il 2 dicembre sul sito web del Comune di Dalmine viene pubblicato il bando di gara. (la pagina sul sito è stata poi cancellata a fine dicembre, a proposito di trasparenza!)

Il bando presenta criticità sostanziali:

  • nessuna limitazione sul tipo di costruzione: nel testo non compaiono divieti al commerciale, limiti alla SLP (Superficie Lorda di Pavimento), prescrizioni ambientali, tutela del corridoio ecologico o indirizzi su funzioni ammesse e vietate;
  • gara basata esclusivamente sull’offerta economica, senza richiedere alcuna proposta progettuale o studio d’impatto;
  • platea di partecipanti aperta a chiunque, comprese società immobiliari e catene commerciali;
  • perizia unica condotta internamente, senza alcuna valutazione indipendente del valore dell’area;
  • tempistiche anomale, con soli 20 giorni per presentare offerte su un bene strategico, a fronte di bandi comunali analoghi che hanno avuto tempistiche ben più estese.

«È una tempistica che potrebbe spostare gli equilibri verso quegli attori che sono già stati informalmente coinvolti nel processo decisionale — dichiara il consigliere Davide Benedetti — senza un vero confronto né possibilità per i cittadini di capire cosa accadrà. Nel precedente Consiglio comunale abbiamo assistito a un clima caotico, convocazioni affrettate e continue incertezze procedurali. Questo non è il modo corretto di gestire un patrimonio pubblico».

ABB vince il bando

Il 23 dicembre sul sito del Comune viene pubblicato il vincitore: l’azienda ABB. Un bando di 20 giorni, con una sola proposta, vinto con 100 euro di rialzo. Non sappiamo nulla dei progetti di ABB.

La posizione di Nostra Dalmine

Come Nostra Dalmine, lista civica con due consigilieri di minoranza, siamo preoccupati dalla decisione dell’Amministrazione Bramani di mettere in vendita l’area feste attraverso un bando pubblico di soli 20 giorni, privo delle garanzie minime di trasparenza, tutela del territorio e partecipazione democratica.

«Vendere uno degli ultimi spazi strategici della città è una scelta discutibile — afferma la capogruppo Anna De Amici — ma il punto più grave è come questa operazione è stata condotta: informazioni parziali, scarso coinvolgimento del Consiglio comunale e un bando formulato senza requisiti tecnici, ambientali o urbanistici. Una procedura così delicata merita ben altro livello di trasparenza».

Riteniamo che l’amministrazione avrebbe dovuto avviare un percorso chiaro e documentato, presentando un progetto complessivo sull’area: scenari alternativi, analisi dei rischi, valutazioni urbanistiche e ambientali, anche con l’ausilio di perizie esterne e competenze tecniche indipendenti.

Nostra Dalmine conferma la propria disponibilità a un confronto serio e costruttivo con tutte le parti coinvolte — amministrazione, realtà economiche e cittadinanza — per individuare soluzioni che tutelino allo stesso tempo lavoro, ambiente, vivibilità e patrimonio pubblico.

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Aggiornamento del 21 novembre. Abbiamo tolto una frase dall’articolo perché nella prima versione avevamo scritto una cosa errata. Ci scusiamo.

Aggiornamento del 19 dicembre. Aggiunte le informazioni sul bando.

Aggiornamento del 30 dicembre. Aggiunte le informazioni sul vincitore del bando.

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