Il Consiglio Comunale di giugno passerà alla storia più per quello che non è successo che per i punti all’ordine del giorno. La seduta era convocata per il 5 giugno, ma è saltata per mancanza del numero legale: assenti tutta la maggioranza e il Sindaco. Si è quindi votato il giorno dopo, il 6 giugno. Ecco cosa è successo.
1. Un Consiglio che non si è potuto svolgere
Il 5 giugno, in aula, c’erano i consiglieri di opposizione, il Segretario Comunale, i dipendenti del Comune e diversi cittadini che avevano organizzato la propria giornata per assistere alla seduta. Non c’erano il Sindaco e la maggioranza — alcuni dei quali, peraltro, risultavano presenti in Municipio senza però entrare in aula. Senza numero legale, il Consiglio è stato rinviato.
Per noi non è un semplice inconveniente organizzativo: è un fatto politico e istituzionale grave. Ogni consigliere riceve un mandato diretto dai cittadini e ha il dovere di garantire il funzionamento dell’istituzione. Per questo abbiamo presentato un’interrogazione urgente, chiedendo al Sindaco e alla Giunta di spiegare perché la maggioranza non si sia presentata e se la coalizione sia ancora nelle condizioni di portare avanti il mandato.
“Il Consiglio del 5 giugno non si è svolto perché la maggioranza non ha voluto garantire il numero legale. Questo non è un inconveniente organizzativo: è un fatto politico e istituzionale grave.”
Ci siamo dichiarati non soddisfatti della risposta ricevuta: i cittadini presenti meritavano una spiegazione immediata, non il silenzio.
2. Un debito fuori bilancio da quasi 100mila euro
Tra i punti votati, il riconoscimento di un debito fuori bilancio di € 99.812,75 (punto 7). Si tratta delle imposte di registro, ipotecaria e catastale legate a una sentenza del Tribunale di Bergamo del 2023, che ha riconosciuto per usucapione la proprietà di alcuni immobili a favore di privati. Il Comune deve versare l’intera cifra entro 60 giorni per evitare sanzioni, salvo poi rivalersi. Abbiamo scelto l’astensione.
3. L’ex casa del custode dell’acquedotto messa in vendita
Nel Piano delle alienazioni compare anche l’ex casa del custode dell’acquedotto in via Albegno. Abbiamo chiesto perché si sia scelto di venderla invece di valutarne una valorizzazione pubblica, sociale o associativa a beneficio della comunità. La risposta: l’immobile, messo in vendita tramite bando, diventerà un centro per le attività sociali della parrocchia. Una destinazione che ha un senso, ma su cui abbiamo voluto vederci chiaro prima.
4. Permuta di aree con Tenaris per il centro tennis
Abbiamo votato a favore della permuta di aree tra il Comune e Tenaris (punto 9): il Comune cede una porzione di strada interna al centro sportivo tennis di via Monte Adamello e ottiene in cambio un diritto di passo da via Ortigara per i fornitori della piscina. L’operazione non costa nulla al Comune — le spese notarili e catastali, la sistemazione degli accessi e un nuovo parcheggio sono a carico dell’azienda — e migliora sicurezza e funzionalità dell’area sportiva.
5. Nuova rotatoria in via Pio XII: sì, ma con un occhio alle ciclabili
Via libera (punti 10 e 11) alla nuova rotatoria tra via Pio XII, via Monte Sabotino e via Pizzo Camino: 460.000 euro, finanziati in gran parte con l’avanzo di amministrazione. È un incrocio effettivamente migliorabile e l’intervento ci convince. Abbiamo però chiesto che il progetto garantisca la continuità ciclabile e pedonale lungo via Pio XII, oggi interrotta proprio in quel punto, pensando anche al collegamento futuro verso i parchi.
Resta un nodo che denunciamo da tempo: si vota una variazione di bilancio senza un progetto da visionare.
Anna De Amici, capogruppo: “Come sempre non ci coinvolgono nei progetti: anche qui votiamo senza un progetto davanti.”
6. Appalti: un nuovo elenco telematico, ma serve garantire la rotazione
Infine (punto 12), il Comune adotta un elenco telematico degli operatori economici appoggiandosi alla piattaforma regionale SINTEL per gli affidamenti sotto soglia. È un passo avanti in trasparenza e tracciabilità, e lo riconosciamo. Ma abbiamo chiesto come verrà garantita concretamente la rotazione, perché non vengano invitati sempre gli stessi operatori. La risposta del Sindaco — che basti “la bontà delle persone dell’ufficio tecnico” — non ci ha convinti. Per questo ci siamo astenuti, riservandoci di verificare nei prossimi mesi come lo strumento verrà davvero utilizzato.
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