Colomba della pace in Municipio – a favore, ma attenzione a discorsi complessi

Votiamo a favore di questo ordine del giorno, ritenendo il contrasto alle guerre una delle basi della nostra Repubblica. Non possiamo tuttavia astenerci dal fare qualche considerazione: mozioni e ordini del giorno di questo tipo, a nostro avviso, servono purtroppo a ben poco. Certe situazioni sono troppo complesse e al di fuori della nostra portata per poterne parlare in un consiglio comunale di una cittadina di 23.000 abitanti.

L’intervento del nostro consigliere Fabio Tiraboschi in merito al punto dell’ordine del giorno “Esposizione, presso la sede comunale, della colomba di Picasso, simbolo universale della Pace” del consiglio comunale del 22 settembre.

Premetto che voterò a favore di questo ordine del giorno, ritenendo il contrasto alle guerre una delle basi della nostra Repubblica, per l’appunto sottolineato anche dall’articolo 11 della nostra Costituzione, giustamente citato. Non posso tuttavia astenermi dalfare qualche considerazione, che non vuole avere carattere polemico, ma ha invece lo scopo di arricchire il dibattito in merito.

Mozioni e ordini del giorno di questo tipo, a nostro avviso, servono purtroppo a ben poco: è lodevole cercare di esprimere attraverso tutti i mezzi a nostra disposizione la contrarietà alle situazioni conflittuali sparse per tutto il mondo, ma in fin dei conti una bandiera esposta ha poco valore, anche a livello simbolico, si badi. Forse può servire a dare conforto alle nostre coscienze, troppo spesso minate e insidiate da azioni approvate “al di sopra di noi”, dai nostri rappresentanti nazionali ed europei, ma non servirà a lavare via il sangue che anche noi, nel nostro piccolo, abbiamo contribuito a far versare. Forse sono provocatorio, forse sono retorico, ma certe situazioni sono troppo complesse e al di fuori della nostra portata per poterne parlare in un consiglio comunale di una cittadina di 23.000 abitanti. Non so cosa può fare un semplice cittadino per alcune guerre che si trascinano da decenni e proprio questo non sapere talvolta ci costringe ad adottare azioni semplici e che possono dare un sollievo, forse un po’ bugiardo, alla nostra coscienza.

Detto questo, il documento che andiamo ad approvare non è perfetto nella sua stesura. Apprezzo il tentativo del sindaco di coinvolgerci nel testo in approvazione, ma è chiaro che ognuno di noi l’avrebbe scritto in modo talmente differente da doverne richiedere una riscrittura completa. Per questo motivo, non chiederò alcuna modifica e mi limiterò a fare qualche piccola osservazione. Prima di tutto, il riferimento ai marò risulta fuori contesto, in quanto non si tratta di una guerra. Secondariamente, la stessa bandiera che andremo ad affiggere nel nostro municipio non ci risulta sia il “simbolo universale della pace”, quanto un simbolo adottato nel tempo dal Partito Comunista Francese e dal Consiglio mondiale della pace; sarebbe stato forse meglio la bandiera arcobaleno della pace, che tutti i cittadini hanno imparato negli anni a conoscere e da pprezzare. Infine, non posso che osservare che noi discutiamo di pace e risoluzione dei conflitti, mentre i nostri rappresentanti nazionali approvano in Commissione Esteri e Difesa e poi in Parlamento il Decreto Missioni Internazionali, che forse non è esattamente un simbolo di pace.

Non è stato facile per me dire queste cose, perché mi rendo conto di essere impopolare, e mi scuso per la mia eccessiva retoricità, ma sentivo giusto dire quello che penso anche in una piccola sede come il nostro consiglio comunale.

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