Una scelta umanitaria e necessaria – InformaDalmine Giugno 2015

Articolo pubblicato sul numero di giugno 2015 di InformaDalmine

Sono ormai tutti a conoscenza del fatto che una cinquantina di profughi, provenienti da paesi dove sussistono guerre civili particolarmente intense, saranno ospitati dal Comune di Dalmine nell’edificio pubblico dell’ex asilo San Filippo Neri, opportunamente messo a norma. Il progetto di inclusione nel tessuto sociale e culturale della nostra comunità, nonché ovviamente di aiuto umanitario, sarà realizzato in totale collaborazione con Caritas, che sosterrà ogni spesa. Il gruppo “Nostra Dalmine – Si Cambia” non solo accoglie favorevolmente la decisione dell’amministrazione comunale, ma si impegna attivamente a portare avanti il progetto, con dedizione e convinzione.

Una città come Dalmine si può permettere, è in grado e ha il dovere di gestire una simile azione di solidarietà. Quanto verrà messo in moto per gestire questa emergenza umanitaria potrà essere successivamente utilizzato e sviluppato per far fronte a situazioni di povertà molto critiche già attualmente presenti sul nostro territorio; per esempio, con la riqualificazione dell’immobile come mensa per i poveri o piccoli appartamenti per famiglie in difficoltà. In quest’ottica, è necessario impegnarsi attivamente per far sì che la cittadinanza sia pienamente consapevole del valore dell’operazione e che possa essa stessa far parte di un progetto sociale dall’alto valore umanitario. Solo con iniziative di Cultura, che parta sia dai dalminesi che dai nostri ospiti, sarà possibile realizzare un ponte di inclusione nella società, che potrà arricchire la nostra stessa comunità.

Nel nostro piccolo, abbiamo tentato, come primo approccio, di portare il problema all’attenzione della fascia giovanile con l’organizzazione di un incontro lo scorso 23 aprile sul tema dell’immigrazione e dei profughi. La serata (chiamata #SentiChiParla) e il dibattito sviluppato sono stati decisamente interessanti e ci auguriamo di poter ripetere a breve l’esperienza. È allora, in conclusione, necessario evitare ogni forma di strumentalizzazione sul progetto, che, se portato avanti con convinzione e civiltà, non potrà che avere ricadute positive sul territorio, oltre ad essere necessario per chi ne ha realmente bisogno. Più i cittadini e le forze sociali saranno convinti di questo, più sarà possibile realizzare quanto prospettato senza alcun tipo di onere. Il degrado sorge solo quando c’è abbandono.

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