Profughi a Dalmine – Una scelta unamintaria e necessaria

Il gruppo “Nostra Dalmine – Si Cambia” non solo accoglie favorevolmente la decisione dell’amministrazione comunale, ma si impegna attivamente a portare avanti il progetto, con dedizione e convinzione.

È notizia degli ultimi giorni che una cinquantina di migranti provenienti dai paesi del Nord Africa, teatro di guerre civili particolarmente intense, saranno ospitati dal Comune di Dalmine nell’edificio pubblico che ospitava la scuola dell’infanzia San Filippo Neri. Il progetto di inclusione nel tessuto sociale e culturale della nostra comunità, nonché ovviamente di aiuto umanitario, sarà realizzato in totale collaborazione con Caritas.

Nel particolare, il programma dovrebbe prevedere la manutenzione dell’edificio comunale affinché sia idoneo ad ospitare i profughi, che verranno assistiti dal punto di vista sanitario, con garanzia di vitto e alloggio. Le spese saranno sostenute interamente da Caritas e non prevederanno oneri aggiuntivi per il bilancio comunale. In aggiunta, in cambio dell’ospitalità sul territorio, il Comune potrà fruire, quando le circostanze lo permetteranno, dell’aiuto degli ospiti per mansioni direttamente o indirettamente collegate alle necessità comunali.

Il gruppo “Nostra Dalmine – Si Cambia” non solo accoglie favorevolmente la decisione dell’amministrazione comunale, ma si impegna attivamente a portare avanti il progetto, con dedizione e convinzione. Finalmente, viene fatto qualcosa di realmente concreto per chi ha bisogno. Una città come Dalmine si può permettere, è in grado e ha il dovere di gestire una simile azione di solidarietà.

Garantendo servizi sanitari, vitto e alloggio ai migranti, sarà possibile, con tutta probabilità, contenere l’insorgenza di qualsiasi tipo di devianza. Questo permetterà in definitiva di trasformare la presenza di profughi sul territorio in un indubbio vantaggio, sia dal punto di vista economico (come forza e risorsa di lavoro socialmente utile), che soprattutto dal punto di vista culturale. Perlopiù, con la ristrutturazione a carico di Caritas di un edificio del patrimonio comunale lasciato nel più totale abbandono e degrado da anni. Quanto verrà messo in moto per gestire questa emergenza umanitaria potrà essere successivamente utilizzato e sviluppato per far fronte a situazioni di povertà molto critiche già attualmente presenti sul nostro territorio; per esempio, con la riqualificazione dell’immobile come mensa per i poveri o piccoli appartamenti per famiglie in difficoltà.

In quest’ottica, è necessario impegnarsi attivamente per far sì che la cittadinanza sia pienamente consapevole del valore dell’operazione e che possa essa stessa far parte di un progetto sociale dall’alto valore umanitario. Solo con iniziative di Cultura (con la “c” maiuscola), che parta sia dai dalminesi che dai nostri ospiti, sarà possibile realizzare un ponte di inclusione nella società, che potrà arricchire la nostra stessa comunità. Ciò che è stato messo in chiaro, poi, è che l’iniziativa avrà un carattere temporaneo: sarà importante che i migranti non vengano lasciati soli dalle associazioni coinvolte e che venga progettato con attenzione quanto succederà al termine del periodo prospettato.

È quindi necessario evitare ogni forma di strumentalizzazione sul progetto, che, se portato avanti con convinzione e civiltà, non potrà che avere ricadute positive sul territorio, oltre ad essere necessario per chi ne ha realmente bisogno. Più i cittadini e le forze sociali saranno convinti di questo, più sarà possibile realizzare quanto prospettato senza alcun tipo di onere.

Il degrado sorge solo quando c’è abbandono.

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