Il recupero del rifugio antiaereo del quartiere Garbagni

Per 100 mila euro verrà recuperata una parte del rifugio antiaereo del quartiere Garbagni a Dalmine. Si aspetta il parere della Soprintendenza.

Il 17 luglio 2020 l’architetto precedentemente incaricato dall’amministrazione ha consegnato il progetto dei lavori di recupero del rifugio antiaereo del quartiere Garbagni di Dalmine, per un importo di 100 mila euro.

È importante sottolineare che l’approvazione del progetto non è ancora definitiva perché non sono ancora arrivati i pareri della Soprintendenza. Quando la Soprintendenza darà parere favorevole potrà partire la gara per l’affidamento dei lavori.

Un po’ di contesto

Il rifugio antiaereo si trova nel quartiere Garbagni a Dalmine. Nello specifico si trova nell’area verde delimitata a nord da Via Marconi, a est da via Garbagni, a sud da via Rovereto e a ovest da viale Mariano.

[Elaborazione Nostra Dalmine con Google Maps – premi per ingrandire]
Le due entrate corrispondono ai due cerchi nella piantina qui sotto, cioè ai due pozzi con le scale a chiocciola per raggiungere in profondità il rifugio vero e proprio. I pozzi sono alti 21 metri.

[Dalle tavole del progetto]
Se mettiamo le due mappe una sopra l’altra possiamo farci un’idea della grandezza reale del rifugio.

[Elaborazione Nostra Dalmine]
I due rifugi presenti a Dalmine vennero costruiti nel 1943: il primo, nel quartiere delle Ville in Piazza Leonardo da Vinci, con capienza di circa 360 persone, riservato ad impiegati e dirigenti; il secondo, nel quartiere Garbagni, capace di ospitare fino a 500 persone, destinato agli operai. I rifugi furono completati alla fine dello stesso anno.

In questo momento l’entrata di via Trieste si trova in queste condizioni:

[Dalle tavole del progetto]
La galleria, larga quasi 3 metri e lunga poco più di 60 metri, si trova in queste condizioni:

[Dalle tavole del progetto]
Questa è una foto dell’epoca che ci fa capire come era la galleria quando era “in servizio”:

[Dalle tavole del progetto]
Alle estremità della galleria, come si vede dalla piantina, sono presenti tre stanze: erano le latrine, la sala di controllo e la sala per le barelle.

Cosa prevede il progetto

Il progetto presentato dall’architetto, rispetto all’analisi iniziale che prevedeva la riqualificazione dell’intero rifugio, si limita alla messa in sicurezza del vano di discesa da via Trieste e della galleria, più la realizzazione dell’impianto elettrico di sicurezza in tutto il rifugio. Sono interventi mirati per permettere la visita del rifugio in totale sicurezza. Un intervento completo a tutta la struttura sarebbe costato molto di più.

Una volta completati i lavori descritti qui sopra, all’interno dei rifugi, a meno di ulteriori interventi di manutenzione straordinaria, non potrà essere previsto lo svolgimento di mostre ed esposizioni, di eventi o manifestazioni.

La presenza di eventuali visitatori dovrà pertanto essere programmata per brevi periodi di tempo, con un numero di persone contingentato e con la fornitura di idonei dispositivi di protezione individuale.

La relazione generale

Tutti i documenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.