Superstrada Bergamo-Treviglio – La sostanza non cambia

Il nuovo progetto sulla direttrice Bergamo-Treviglio non scioglie i soliti vecchi dubbi.

Finalmente è stato svelato il progetto della Bergamo-Treviglio.

Come da indiscrezioni, si tratta di una superstrada di 15 kilometri con due corsie per senso di marcia. Il tratto non si collegherà nemmeno più con la futura Pedemontana, perdendo il suo significato originario di #IPB (Interconnessione Pedemontana Brebemi). Il costo dell’opera è di 180 milioni di euro, che saranno pagati dai privati costruttori della superstrada.

Come Nostra Dalmine, ci schieriamo convintamente contro questo progetto, che prevede un consumo di suolo di poco minore rispetto alla soluzione autostradale. Si tratta di un progetto che non serve, che costa (ricordate i finanziamenti pubblici alla Brebemi? un brutto precedente), che rovina suolo e territorio e che potrebbe essere superato da una seria riqualificazione della viabilità locale e del trasporto pubblico. L’approvazione di un progetto simile segnalerebbe la scarsa lungimiranza degli amministratori provinciali e, soprattutto, una forte distanza dal sentimento dei cittadini, che siamo sicuri non approvino un’opera simile.

In Consiglio Comunale, qualche settimana fa, abbiamo proposto una contromozione insieme a Patto Civico (e simile nelle intenzioni a un documento del Movimento 5 Stelle), approvato anche dalla maggioranza – oltre che dai due gruppi citati -, che impegnava Dalmine a schierarsi contro un progetto che prevedesse un consumo di suolo paragonabile alla soluzione autostradale. Riteniamo che, di fronte alla presentazione di un progetto di tale portata, la posizione del Comune di Dalmine debba essere quindi quella del “no”.

Un buon amministratore non può sempre dire “no”, ma può e deve farlo quando l’interesse dei cittadini viene scavalcato dall’interesse dei privati.

Come è andata a finire?

18 dicembre 2015 – Di recente, le nuove intenzioni in merito alla tratta Bergamo-Treviglio sono state presentate pubblicamente dalla Provincia. Il progetto prevede una superstrada a due corsie con pedaggio. I problemi rimangono i medesimi: tra i molti, il consumo di suolo, il costo dell’opera, l’impatto su salute e inquinamento, il danno per le cascine e l’agricoltura. Viene addirittura stralciato il piano di spostamento del casello di Dalmine della A4, unico punto interessante che era stato prospettato nella revisione del progetto IPB. Per questo, ci siamo dichiarati fortemente contrari.

In risposta alla nostra interrogazione di mercoledì sera, il Sindaco ha affermato che, nonostante alcune variazioni significative, il progetto rimane pieno di criticità. Per questo, porterà le criticità evidenziate presso la Provincia di Bergamo, chiedendo i dettagli dello studio del traffico sulla 525, studi particolareggiati in base al pedaggio e un dettaglio sull’effettivo consumo di suolo. Ha inoltre affermato che lo spostamento del casello è irrinunciabile.

Ci siamo dichiarati soddisfatti della decisa presa di posizione della Giunta, pur consapevoli che alcuni punti di criticità da noi sollevati a più riprese non sembrano essere condivisi. Nonostante questo, fare fronte comune contro quest’opera sbagliata è necessario e doveroso.

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