Cosa è successo con l’inceneritore REA a Dalmine

L’Amministrazione di Dalmine a guida Lega chiude in tutta fretta un accordo con REA, stipulando una nuova convenzione che aumenterà il costo di smaltimento dei rifiuti e garantirà incassi molto minori al Comune.

Riassunto per chi va di fretta

Il 27 dicembre 2021 il Consiglio Comunale di Dalmine ha approvato a maggioranza (Lega e Fratelli d’Italia) due documenti molto importanti per il futuro della nostra città: il nuovo accordo e la nuova convenzione tra Comune di Dalmine e REA, la società che gestisce inceneritore. Come Nostra Dalmine, lista civica con due consiglieri comunali, abbiamo votato contro i provvedimenti per tre importanti motivi.

1️⃣  Dalmine riceverà meno soldi per i rifiuti che gli altri comuni conferiscono nell’inceneritore. Si scende da 8.26 a 5.40 euro a ton.

2️⃣ Dalmine pagherà di più per smaltire i propri rifiuti. Lo sconto di REA diminuisce dal 40% al 30%, con conseguente impatto sulla tassa dei rifiuti. 

3️⃣ L’accordo con REA non è davvero “storico” come sostiene l’Amministrazione. REA pagherà solo i 18 milioni che ci doveva, in 12 lunghi anni. Non ci darà nulla per il danno che Dalmine ha subito e per tutte le spese legali sostenute.

Un po’ di storia

La REA è l’impianto di incenerimento presente a Sabbio, attivo da oltre 20 anni.

Il 30 ottobre 1996, la REA fece richiesta al Comune di Dalmine per installare l’impianto.

Il 7 febbraio 1997, il Comune di Dalmine approvò la realizzazione dell’impianto.

Il 17 settembre 1998, il Consiglio Comunale di Dalmine approvò la convenzione tra la REA e il Comune di Dalmine che ha regolato i rapporti tra le due parti fino al 2021. La convenzione venne approvata solo con i voti dell’allora maggioranza composta da Lega e altre liste di centrodestra. La minoranza cercò in tutti i modi di opporsi presentando più di 3400 emendamenti e facendo ricorso al TAR, ma invano.

La prima convenzione (1998)

REA avrebbe versato ogni trimestre 16 lire per ogni kg (cioè circa 8 euro a tonnellata) di rifiuti non di Dalmine smaltiti nell’impianto. Sono le famose royalties.

REA avrebbe fornito gratuitamente al Comune acqua calda da usare come teleriscaldamento per il velodromo e le piscine.

REA avrebbe pagato le spese del Comune per i controlli ambientali per 10 milioni di lire, circa 5 mila euro.

REA avrebbe applicato uno sconto del 40% ai rifiuti dalminesi conferiti, per un totale massimo di 15 tonnellate al giorno.

Scarica: La convenzione del 1998

Le cause tra REA e Comune

Nel frattempo, sono avvenute una serie di cause tra il Comune di Dalmine e la REA perché la società non stava pagando tutte le royalties dovute.

Infatti, in questi anni il Comune di Dalmine ha ricevuto solo una minima parte delle royalties che REA avrebbe dovuto versare.

Diamo un po’ di numeri: dal 2002 al 2020 sono stati smaltiti 2.7 milioni di tonnellate di rifiuti nell’impianto, di cui solo 47 mila tonnellate di Dalmine. In totale la REA avrebbe dovuto versare al Comune circa 25 milioni di euro. Ha versato solo 7.5 milioni di euro. Le cause sono state portate avanti per recuperare i circa 18 milioni di euro mancanti.

Parallelamente anche REA ha fatto causa al Comune cercando di dichiarare nulla la convenzione e di abbassare le royalties che doveva all’ente.

Il Comune di Dalmine ha vinto in tutti i gradi di giudizio fatti fino ad ora. In questo momento è però tutto fermo in attesa della sentenza della Corte di Cassazione.

Per approfondire: Tutte le cause tra REA e Comune di Dalmine

L’accordo

Nel corso del 2021 e forse del 2020 (non lo sappiamo con precisione perché le mail degli avvocati sono private e le risposte date in consiglio sono vaghe rispetto alle tempistiche), la REA e gli avvocati del Comune di Dalmine sono giunti ad un accordo per risolvere tutte le cause portate avanti fino ad ora.

L’accordo è che REA verserà 18 milioni di euro – 1 milione subito, gli altri spalmati su 12 anni – al Comune di Dalmine in cambio del ritiro di tutte le cause pendenti.

L’accordo è legato alla firma di una nuova convenzione che va a modificare quella del 1998 (ne parliamo dopo).

Quali sono le garanzie dell’accordo: una fideiussione assicurativa, una fideiussione della società capogruppo di cui fa parte REA (Greenthesis S.P.A.) e una ipoteca del Palazzo Visconti a Brignano.

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Scarica: L’accordo in PDF

La nuova convenzione (2021)

Abbiamo detto che l’accordo è legato a una nuova convenzione. Vediamo le differenze con quella del 1998.

Royalties. Nel 1998, le royalties erano 8.26 euro per tonnellata. Nel 2021, si scende a 5.40 euro. La nota positiva è che questi soldi saranno tutti vincolati a interventi ambientali.

Perché questa diminuzione? Dal 1998 sono stati costruiti nuovi impianti di incenerimento nella Provincia e nella Regione e quindi i prezzi sono diventati più competitivi. Inoltre, al tempo della prima convenzione, le royalties erano escluse dai costi di produzione mentre ora, a causa di cambiamenti normativi, questi costi sono da includere nei costi di produzione. Insomma, REA dice che deve adeguarsi al mercato per rimanere competitiva. La media regionale è di circa 5 euro.

Sconto. Nel 1998, lo sconto per i rifiuti dalminesi conferiti nell’impianto era del 40%. Nel 2021, si scende al 30%.

Teleriscaldamento. Nel 1998 era prevista l’installazione di una rete di teleriscaldamento per portare acqua calda al velodromo e le piscine. L’intervento non è mai stato fatto. Nel 2021 è stato tolto dalla convenzione.

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Scarica: La nuova convenzione

Le date (ridicole)

È importante prestare attenzione alle date per capire a fondo cosa è successo a Dalmine.

Tutta la documentazione è stata inviata ai consiglieri comunali il 22 dicembre 2021.

Le commissioni per sciogliere tutti i dubbi con gli assessori, i tecnici comunali e i consiglieri comunali si sono svolte il 23 dicembre.

Il 27 dicembre si è svolto il Consiglio Comunale in cui sono stati votati l’accordo e la nuova convenzione.

Tutto in fretta e furia durante le feste.

Come Nostra Dalmine pensiamo sia stato irrispettoso nei confronti del Consiglio Comunale. Il tempo a disposizione dei gruppi politici per consultare i propri elettori e i cittadini è stato sostanzialmente nullo.

Su un argomento così importante, sia i gruppi politici sia i cittadini sarebbero dovuti essere consultati con ampio anticipo e considerazione.

Il Consiglio Comunale del 27 dicembre

Durante il Consiglio Comunale del 27 dicembre 2021, la maggioranza di destra composta da Lega e Fratelli d’Italia – ricordiamo che l’amministrazione è guidata dal Sindaco Bramani – ha votato compatta a favore dell’accordo e della nuova convenzione.

Come Nostra Dalmine, lista civica presente con due consiglieri, abbiamo invece votato contro entrambi i documenti. Ecco perché.

Perché siamo contrari all’accordo

Come Nostra Dalmine abbiamo votato contro l’accordo. Ecco le motivazioni.

L’accordo. Come Nostra Dalmine siamo favorevoli a un accordo di questo tipo con la società REA. Le numerose cause in essere hanno superato il limite di tempo ragionevole (più di dieci anni) e l’esito non è affatto certo.

Mancanza di trasparenza. Non sono state date risposte chiare relativamente alla durata e ai tempi delle trattative che hanno portato all’accordo. Quello che sappiamo è che l’incarico agli avvocati è stato dato l’8 novembre e le bozze definitive di questo accordo sono state date il 26 novembre.

Ai consiglieri comunali non è stato dato alcun verbale degli incontri avvenuti tra le parti. L’accesso agli atti è un diritto dei consiglieri comunali garantito dal TUEL. Come può il Consiglio Comunale deliberare con cognizione di causa se non gli vengono dati tutte le informazioni necessarie?

Le tempistiche. Sono tempi che non riusciamo a comprendere perché non c’è alcuna legge che obbliga a chiudere l’accordo entro il 31 dicembre. Si poteva aspettare qualche mese in più.

18 milioni. I 18 milioni non sono né più né meno di quello che REA ci doveva dare. Non vengono coperti né i danni né i costi che la nostra città ha dovuto sopportare.

Teleriscaldamento. Nei 18 milioni che REA verserà al Comune in 12 anni manca la determinazione del danno dal fatto che la rete di teleriscaldamento non sia stata considerata in questo accordo. È un tempo considerevole perché REA avrebbe dovuto costruire tutto l’impianto, cosa che invece non ha fatto lamentando difficoltà tecniche. Difficoltà tecniche che a quanto pare non sussistono più ora che il teleriscaldamento di REA verrà collegato a quello di Bergamo.

Risarcimento. Il Comune di Dalmine avrebbe dovuto cercare di ottenere qualcosa di più, manca l’elemento risarcitorio: in tutti questi anni Dalmine ha dovuto sopperire alla mancanza di quelle entrate usando gli oneri di urbanizzazione per finanziare le spese correnti. Queste spese non dovrebbero essere finanziate con gli oneri.

Garanzie e rischi. 12 anni per ricevere 18 milioni sono tanti. Il rischio che qualcosa non vada per il meglio c’è.

Perché siamo contrari alla nuova convenzione

Come Nostra Dalmine abbiamo votato contro la convenzione. Il voto contrario è naturale conseguenza del voto negativo sull’accordo perché i due documenti sono strettamente legati e non possono essere considerati in modo distinto. Rappresentano infatti un’unica scelta politica, la visione politica di questa amministrazione.

Questa convenzione, rispetto a quella iniziale del 1998, porta evidenti svantaggi al Comune di Dalmine.

Vincoli ambientali. Pensiamo che il vincolo delle royalties a interventi di tipo ambientale sia una cosa positiva di questa nuova convenzione.

Royalties più basse. Dalmine ha puntato al minimo indispensabile: i 5.40 euro al kg che la REA pagherà al nostro comune sono semplicemente i 5 euro di media regionale degli altri impianti di incenerimento, più 40 centesimi per aver stralciato la realizzazione del teleriscaldamento dalla nuova convenzione.

Sconto più basso. Dalmine pagherà di più per conferire i propri rifiuti poiché lo sconto applicato da REA scenderà dal 40 al 30%.

Errori grossolani. In una prima versione della convenzione, in un passaggio importante veniva usato il termine “smaltito” al posto di “conferito”. La modifica correttiva è stata apportata nelle ultime ore prima del voto. Ricordiamoci che la società REA ha impugnato la convenzione del 1998 davanti ai tribunali proprio per questioni di interpretazione di alcuni passaggi. Ci auguriamo che non siano presenti altri errori di questo tipo. Questa “svista” secondo noi è stata causata dalla fretta di portare in votazione tutti questi documenti.

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La nostra mozione per l’ambiente

Durante il Consiglio Comunale, come Nostra Dalmine abbiamo presentato un documento (mozione) per vincolare i 18 milioni che REA ci darà in virtù dell’accordo per interventi di mitigazione e compensazione ambientale a beneficio del territorio comunale e a valutare forme di consultazione della cittadinanza per l’impiego dei fondi, ad esempio con modelli di bilancio partecipativo sperimentati in varie zone d’Italia e del mondo.

La mozione è stata bocciata dalla maggioranza perché – come spiegato dal capogruppo della Lega Pellegrini – i soldi che la REA darà a Dalmine saranno in parte corrente quindi non potranno essere usati per investimenti.

La nostra interrogazione sul teleriscaldamento

Durante il Consiglio Comunale, come Nostra Dalmine abbiamo presentato una interrogazione per avere chiarimenti sull’accordo tra le società A2A, che gestisce il teleriscaldamento a Bergamo, e la REA.

Infatti è di poche settimane fa la notizia che il teleriscaldamento prodotto dalla REA con la propria acqua calda verrà collegato alla rete di Bergamo.

La domanda sorge spontanea: perché non collegarlo alla rete di Dalmine? Anche considerato che la convenzione del 1998 prevedeva il teleriscaldamento al velodromo e alle piscine, opera che non è stata mai fatta.

Il Sindaco Bramani ci ha risposto che Dalmine è già collegata al teleriscaldamento prodotto da Tenaris. Il teleriscaldamento necessita di alta densità abitativa, caratteristica che solo Bergamo può dare.

Aggiornamento: Il teleriscaldamento dell’inceneritore di Dalmine andrà a Bergamo

Conclusioni amare

L’Amministrazione chiude in tutta fretta un accordo con REA, stipulando una nuova convenzione che aumenterà il costo di smaltimento dei rifiuti e garantirà incassi molto minori al Comune.

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Come Nostra Dalmine pensiamo che l’accordo e la nuova convenzione siano in gran parte a vantaggio di REA. L’amministrazione ha fatto bene a cercare un accordo con la società per chiudere tutte le cause in atto ma avrebbe dovuto pretendere di più.

Manca del tutto l’elemento risarcitorio. Negli ultimi vent’anni, Dalmine ha dovuto fare enormi sacrifici per riuscire a chiudere e finanziare le spese di bilancio anche a causa delle mancate entrate dalla REA.

Correzione. In una precedente versione dell’articolo abbiamo scritto “Si scende da 8.26 a 5.40 euro al kg.”. La versione giusta è ton, non kg. Ci scusiamo per la svista.

Un commento su “Cosa è successo con l’inceneritore REA a Dalmine”

  1. Per quanto riguarda il discorso REA ,ricordo che per la prima volta,i cittadini avevano sfilato contro la costruzione dell’impianto dando le motivazioni. C’era Amministrazione leghista che non ha degnato quanto richiesto dai cittadini. Le promesse che c’erano state fatte :niente sarebbe stato portato alla REA,di rifiuti pericolosi,quelli provenienti da ospedali,niente plastica……..non sono state mantenute e neppure giustificate.
    Quando ero in commissione mensa per il circolo Carducci,venni a sapere,dopo innumerevoli richieste alle quali facevano finta di non capire,che tutte le stoviglie ( in plastica) venivano regolarmente smaltite nella REA!Chissà cosa viene smaltito a nostra insaputa!
    Abbiamo voglia di insegnare a rispettare l’ambiente!!

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