Come l’Amministrazione vuole cambiare Dalmine, e quali errori sta commettendo

In occasione della presentazione del nuovo “Piano delle Opere”, riflettiamo sugli investimenti che l’Amministrazione sta mettendo in campo a Dalmine e sul perché alcune scelte contraddicono una visione coerente della città.

Nella seduta del 14 marzo 2022, la giunta comunale (l’organo composto da sindaco e assessori) ha approvato il cosiddetto piano delle opere, ovvero l’elenco degli investimenti che l’amministrazione intende mettere in atto nei tre anni successivi. Si tratta del documento di pianificazione più importante del Comune di Dalmine, perché riassume gli interventi che, al di là dell’ordinario, accadranno nella città nei mesi e anni successivi.

Il consiglio comunale, l’organo che include sia la maggioranza (Lega e Fratelli d’Italia) che la minoranza, di cui Nostra Dalmine fa parte, dovrà confermare il piano delle opere nella seduta del 13 aprile 2022, una riunione in cui ci sarà possibile esprimere la nostra opinione sulle scelte dell’amministrazione.

Vediamo più nel dettaglio che cosa include il piano delle opere 2022-2024, ovvero quali investimenti intende mettere in atto la giunta comunale di Dalmine.

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Collegamento Dalmine-Treviolo. Verrà costruita una nuova strada per collegare la zona del cimitero di Dalmine (Viale Rimembranze / Via Buttaro) con lo svincolo di Albegno. Costo: 4 milioni di euro, tra il 2022 e il 2023. Il finanziamento è confermato e viene da Regione Lombardia.

Manutenzione delle strade comunali. Sono stati allocati alcuni soldi per sistemare strade, marciapiedi e abbattere le barriere architettoniche. Costo: 1 milione di euro circa (di cui 500.000 euro già nel 2022, 330.000 euro nel 2023 e 160.000 euro nel 2024). Il finanziamento dipende dall’esito di alcune richieste a Stato e Regione e dalla vendita di immobili comunali, quindi non è sicuro.

Realizzazione di piste ciclabili. Vengono previsti alcuni soldi per realizzare infrastrutture ciclabili. L’unico intervento noto è quello in corso in Via Verdi e Via Buttaro, mentre gli altri non sono ancora noti e approvati, ma a detta dell’Assessore riguarderanno “il centro cittadino”. Costo: 420.000 euro circa (di cui 250.000 euro già nel 2022, 100.000 euro nel 2023 e 70.000 euro nel 2024). Il finanziamento in parte è confermato dal contributo regionale per Via Verdi e Via Buttaro, in parte è probabile perché deriva dai soldi che chi edifica deve al Comune, i cosiddetti oneri di urbanizzazione.

Interventi vari sul traffico. Vengono genericamente indicati come “Interventi attuativi del PUT”, ovvero del Piano Urbano del Traffico approvato nel lontano 2012, ma non è noto quali siano. Possono essere rotatorie per velocizzare alcune zone del traffico interno o interventi specifici su alcune strade. Costo: 370.000 euro circa (di cui 110.000 euro già nel 2022, 100.000 euro nel 2023 e 150.000 euro nel 2024), che è probabile perché deriva dai soldi che chi edifica deve al Comune, i cosiddetti oneri di urbanizzazione.

COSA NE PENSA NOSTRA DALMINE. Gli interventi sulla viabilità sono a nostro avviso i più critici e che contraddicono la visione che l’amministrazione dichiara di avere sulla mobilità, ovvero quello di favorire la mobilità dolce, quella dei pedoni e dei ciclisti. Infatti, la maggior parte degli investimenti riguarda il collegamento Dalmine-Treviolo, che ha un rischio concreto di far diventare Via Buttaro una tangenziale cittadina ad alta velocità, determina un considerevole consumo di suolo e non elimina il traffico di attraversamento cittadino. Inoltre, sono pochi i fondi che vengono destinati alle piste ciclabili. Se vengono investiti 420.000 euro per le infrastrutture per i ciclisti, sono invece ben 5 milioni di euro i fondi riservati alle strade e alle automobili.

Come Nostra Dalmine, pensiamo che per ridurre il traffico a Dalmine è fondamentale eliminare il traffico di attraversamento e passare da una città per le auto a una città per le persone, favorendo biciclette e mezzi pubblici. Gli interventi che sarebbero dunque necessari sarebbero invece quelli che, in breve servono a:

  • Eliminare il traffico di attraversamento in città (revisione della mobilità a Mariano e Sforzatica).
  • Potenziare il trasporto pubblico locale.
  • Aumentare la sicurezza per pedoni e ciclisti.
  • Realizzare una “Ciclopolitana” (che costa la metà del collegamento Dalmine-Treviolo), che collega in modo veloce, sicuro e connesso le varie zone di Dalmine: è con questo intervento che si potrebbe realizzare una vera rivoluzione della mobilità dolce a Dalmine.
  • Istituire zone a 30 km/h nei quartieri ricchi di scorrimento interno di auto.

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Rifacimento delle facciate del Municipio. Vengono stanziati alcuni soldi per riqualificare la facciata del palazzo comunale. Costo: 240.000 euro. Il finanziamento è probabile perché deriva dai soldi che chi edifica deve al Comune, i cosiddetti oneri di urbanizzazione.

Manutenzione della fontana di Piazza Caduti. Il progetto prevede una sistemazione dell’impianto idraulico e la sistemazione della pavimentazione. Costo: 500.000 euro circa. Il finanziamento è confermato e già allocato negli anni precedenti.

Efficientamento energetico delle case popolari. Vari progetti sugli alloggi popolari di proprietà del Comune (Via Paganini, Via Divisione Acqui e Via Trattati di Roma). Costo: 580.000 euro circa. Il finanziamento è probabile perché deriva da fondi vincolati per questo specifico scopo.

Riqualificazione del centro disabili. Piccoli interventi di riqualificazione. Costo: 200.000 euro circa previsto nel 2024.

Interventi “anti sfondellamento” delle case popolari. Si tratta di progetti per mettere in sicurezza alcuni edifici popolari, che a lungo termine rischierebbero danni strutturali. Costo: 1 milione e 100.000 euro. Il finanziamento è non sicuro, perché dipende dall’esito di bando regionale a cui il Comune ha fatto richiesta di accesso.

Per completezza, il piano delle opere include piccole manutenzioni che non riportiamo nel dettaglio, relative ad edifici pubblici e case popolari, nonché all’acquisto di automezzi nel parco veicoli comunale.

Riqualificazione dell’edificio “ex Cral” in Piazza Libertà. Intervento già in corso, l’amministrazione ha deciso di destinare l’edificio alla polizia locale e agli uffici elettorale e anagrafe, oltre che alla nuova sala civica del territorio. Il costo è sostenuto da Regione Lombardia per circa 2 milioni e 200.000 euro, già stanziati.

COSA NE PENSA NOSTRA DALMINE. Su questo capitolo, ben vengano i fondi per riqualificare a livello energetico ed estetico alcuni edifici comunali. Sulla fontana di Piazza Caduti, invece, pur apprezzando la riqualificazione del monumento, osserviamo che il progetto ci sembra piuttosto “standard”: poteva essere l’occasione di una raccolta di idee per valorizzare un monumento significativo ed oggi bistrattato. In questa pianificazione, l’attenzione dell’amministrazione non si è invece concentrata su due aspetti importantissimi:

  • La riqualificazione di altri edifici di proprietà comunale, come l’attuale palazzina della polizia locale. Visto che gli uffici verranno spostati nell’edificio “ex Cral” di Piazza Caduti, l’edificio rischia di “cadere a pezzi” nei prossimi anni, se non lo si valorizza e non gli si destina uno spazio chiaro.
  • La ricerca di soluzioni sul tema alloggi popolari, vista la crescente diffusione di questa problematica nella popolazione dovuta a vecchie e nuove forme di povertà.

Revisione dell’illuminazione pubblica (1° lotto di due). Il primo 41% del parco luci del territorio comunale verrà rinnovato con nuove tecnologie, con un investimento iniziale che consentirà poi di rientrare in breve tempo nei costi. Costo: 1 milione e 600.000 euro. Prevede l’accensione di un mutuo, da cui rientrare in breve tempo.

Impianti di videosorveglianza. Installazione di nuove telecamere. Costo: 65.000 euro circa e non è certo perché dipende dagli immobili o le aree che il Comune riuscirà a vendere.

Sistemazione della piattaforma ecologica. L’intervento è volto a sistemare gli spazi e gli accessi dell’attuale piazzola di Via Bastone. Costo: 440.000 euro circa, richiesto nell’ambito del PNRR e dunque non certo.

Riqualificazione dei parchi. Gli interventi sono vari e al momento non noti, sebbene l’intenzione dichiarata dall’Assessore ai Lavori Pubblici sia quella di effettuare interventi “omogenei” in tutti i parchi cittadini, con nuove attrezzature sportive, la sostituzione dei giochi e l’installazione di telecamere. Costo: 465.000 euro circa ed è probabile perché deriva da fondi vincolati per questo specifico scopo.

Riqualificazione di Via Trento e Via Carnia. Analogamente all’intervento effettuato sulla speculare Via Trieste un anno fa, viene prevista la riqualificazione dell’altro viale alberato dalminese e del breve tratto di Via Carnia, che collega Via Trento a Via Gorizia. Costo: 420.000 euro circa ed è probabile perché deriva dai soldi che chi edifica deve al Comune, i cosiddetti oneri di urbanizzazione.

COSA NE PENSA NOSTRA DALMINE. La strategia relativa al tema ambientale e di transizione ecologica appare piuttosto cauta da parte dell’amministrazione comunale. Ottimo il progetto di illuminazione pubblica, che è nella giusta direzione e che trova il nostro plauso. Dal punto di vista, però, della politica dei rifiuti e delle aree verdi, si investe su alcune sistemazioni e riqualificazioni poco “centrali” a livello di importanza, mancando invece di fondamentali investimenti che si potrebbero fare sulla piantumazione del territorio e sulla creazione di aree verdi. In generale, sembra mancare un vero e proprio “patto con l’ambiente” da parte della nostra Amministrazione, che punti al miglioramento della qualità dell’aria e del rapporto con la natura. Da citare infine il tema della videosorveglianza, spesso connesso ai parchi e agli altri luoghi cittadini negli intenti della Giunta, che a nostro avviso non è connesso ad un reale tema di sicurezza a Dalmine e rischia di essere uno strumento di pura propaganda.

Riqualificazione della biblioteca. Il progetto prevede una completa revisione degli spazi della Biblioteca, che le darebbe un nuovo volto fisico e concettuale. Costo: 1 milione e 600.000 euro, richiesto con la partecipazione ad un bando regionale e dunque non certo.

Riqualificazione del teatro civico. Al momento non abbiamo accesso al progetto, che riguarderà comunque tematiche legate all’efficientamento energetico e alla revisione della struttura. Costo: 950.000 euro circa, richiesto nell’ambito del PNRR e dunque non certo.

Per completezza, il piano delle opere include piccole manutenzioni che non riportiamo nel dettaglio, relativo agli arredi della biblioteca e degli spazi culturali.

COSA NE PENSA NOSTRA DALMINE. Dal punto di vista degli edifici culturali, i due progetti sono sicuramente importanti e cruciali per la nostra città. Quello più definito è relativo alla biblioteca civica, che a nostro avviso va sicuramente ripensata, per renderla a misura delle esigenze dei dalminesi. Di certo, però, c’è più di qualche dubbio da parte nostra che un progetto così ambizioso e volto a creare tante “micro-aree” per diversi utenti sia realmente utile per una biblioteca come la nostra, che rimane uno spazio piccolo per una città come Dalmine. Il rischio è avere tanti spazi con diverse finalità, che però potranno essere fruiti da poche persone contemporaneamente. In ogni caso, sarà difficile ottenere questi fondi e dunque potrebbero rimanere nel “libro dei sogni”. Pertanto, sarebbe forse più saggio parallelamente lavorare su altri progetti più concreti e con i piedi per terra, e meno costosi, finanziati direttamente dal Comune, sugli stessi edifici. Il grande assente è poi sempre un centro giovani, che il territorio richiede a gran voce per incontrare le esigenze di aggregazione che sempre più la pandemia ha demolito.

Rigenerazione del Cimitero di Sforzatica. Il progetto, assai dibattuto e controverso, riguarda la creazione di una nuova area verde e di aggregazione in luogo dell’attuale cimitero storico della frazione. Costo: 1 milione e 70.000 euro, richiesto con la partecipazione ad un bando regionale e anche ad un bando nazionale e dunque non certo.

Sistemazione del Cimitero di Dalmine. Al momento, il progetto non è noto ma, visti gli importi esigui, prevede probabilmente piccoli interventi. Costo: 100.000 euro e 40.000 euro per il rifacimento dei bagni, ed è probabile perché deriva dai soldi che chi edifica deve al Comune, i cosiddetti oneri di urbanizzazione.

Rifacimento impianto elettrico del Cimitero di Mariano. L’intervento è esiguo e riguarda solo l’impianto elettrico. Costo: 50.000 euro e non è certo perché dipende dagli immobili o le aree che il Comune riuscirà a vendere.

COSA NE PENSA NOSTRA DALMINE. Su questo punto, il dibattito è ancora aperto rispetto al Cimitero di Sforzatica, il cui intervento è quello effettivamente centrale rispetto alla pianificazione dell’amministrazione. Ci sono tante voci favorevoli, per ridare centralità a uno spazio pubblico, e tante contrarie, perché viola la storicità e la sacralità del luogo.

Manutenzione dell’EINAIP. Il progetto al momento non è noto, ma riguarderà principalmente piccole manutenzioni per interventi energetici. Costo: 120.000 euro, ed è probabile perché deriva dai soldi che chi edifica deve al Comune, i cosiddetti oneri di urbanizzazione.

Revisione completa e radicale delle scuole dalminesi. Questo è il progetto più particolare e sorprendente presentato dall’amministrazione e quindi diciamo subito che è costosissimo e che è piuttosto improbabile che venga realizzato, in quanto dipende dai fondi assegnati nell’ambito del PNRR. Si tratta di interventi per oltre 60 milioni di euro e che prevederebbero:

  • Demolire e ricostruire le scuole a Sabbio (la materna Beretta Molla, le elementari e la palestra della Manzoni, le medie Camozzi), considerate inadeguate e vecchie, per realizzare un nuovo e unico plesso scolastico per la frazione.
  • Demolire e ricostruire le scuole a Mariano (la materna Manzù, le elementari Alighieri, le medie Aldo Moro), considerate inadeguate e vecchie, per realizzare un nuovo e unico plesso scolastico per la frazione.
  • Demolire e ricostruire la scuola elementare Collodi a Santa Maria, per realizzare un nuovo edificio moderno per la frazione.
  • Adeguamento sismico ed efficientamento energetico degli altri edifici scolastici, che sono la scuola media Camozzi di Dalmine, le elementari Carducci di Dalmine, le materne Rodari di Santa Maria, le elementari di Brembo De Amicis e le materne di Brembo Don Piazzoli.

Per completezza, il piano delle opere include piccole manutenzioni che non riportiamo nel dettaglio, relativo alle scuole, all’efficientamento energetico e agli arredi scolastici.

COSA NE PENSA NOSTRA DALMINE. Su questo punto, siamo estremamente delusi dalla mancanza di progettualità dell’Amministrazione e delle mancate risposte su questo progetto così grande ed ampio. Nelle commissioni consiliari in cui sono stati presentati i vari progetti, l’Assessore ai Lavori Pubblici si è limitata a presentare le demolizioni e ricostruzioni come presentate al PNRR con i “fondi richiesti in base alle varie metrature delle scuole”, senza esplicitarne i progetti reali e strategici. Inoltre, a dire la verità, difficilmente immaginiamo possibile ottenere questo straordinario ammontare di denaro e sarebbe stato forse più saggio concentrarsi solo sulle reali priorità o comunque prevedere dei “piani B” con alcune riqualificazioni strategiche. Sulle soluzioni tecniche, infine i dubbi sono davvero molti, sia dal punto di vista strutturale che didattico.

Realizzazione di un’area verde e sportiva presso le scuole medie Aldo Moro. Il progetto è davvero bello e prevede una zona per lo sport a 360°, dal percorso vita allo spazio per calisthenics, dalla pista di salto in lungo a quella per salto in alto, dalla pista di atletica a quella per il lancio del peso. Naturalmente è un bel sogno, finché non verrà finanziata dal PNRR per poco meno di 2 milioni di euro. L’intervento è dunque non certo.

Riqualificazione delle piscine. Il progetto al momento non è noto, ma si farà. Tra l’altro, dopo l’estate dovrebbe entrare il nuovo gestore dell’impianto natatorio comunale. Arriveranno 2 milioni di euro dal PNRR, quindi è un intervento certo.

Riqualificazione del velodromo. Si tratta di una riqualificazione completa dell’impianto sportivo, che riguarda principalmente la componente energetica e gli spogliatoi. La destinazione primaria del velodromo rimarrebbe dedicata al ciclismo e al calcio. Arriveranno 2 milioni di euro dal PNRR, quindi è un intervento certo.

Pista di atletica. L’intervento dovrebbe riguardare una pista d’atletica regolamentare. Non c’è alcun progetto. Arriveranno 500.000 euro dal PNRR, quindi è un intervento certo.

Manutenzione degli impianti sportivi. In generale, sono stati stanziati per i vari impianti alcuni importi che potranno essere usati dall’amministrazione. Costo: 380.000 euro nel 2023, ed è probabile perché deriva dai soldi che chi edifica deve al Comune, i cosiddetti oneri di urbanizzazione.

Per completezza, il piano delle opere include piccole manutenzioni che non riportiamo nel dettaglio, relative agli impianti sportivi e agli arredi presso gli impianti sportivi.

COSA NE PENSA NOSTRA DALMINE. In questo contesto, fa bene l’amministrazione a “provarci” in ambito PNRR, con dei progetti che potrebbero risolvere problemi storici degli impianti sportivi comunali, in primis piscine e velodromo. La visione sul velodromo appare essere miope e non prendere in considerazione la potenzialità che ha quella struttura di diventare uno spazio polifunzionale, a servizio di diversi sport.

L’Amministrazione comunale di Dalmine si è ritrovata, per la prima volta nella sua recente storia, a dover tracciare e scrivere il proprio libro dei sogni, grazie alle inedite possibilità di finanziamento che derivano dal PNRR, dai fondi derivati dal Covid e dai soldi che arriveranno dall’azienda che gestisce l’inceneritore (REA), in seguito all’accordo stipulato a dicembre 2021. Tuttavia, i sogni si sono rivelati assai magri. L’Amministrazione sembra aver mancato una grande opportunità di rivoluzionare la città di Dalmine, ad esempio dal punto di vista sportivo – dove si sarebbe potuto provare a realizzare uno spazio polifuzionale presso la zona del Velodromo o un palazzetto dello sport – e da quello culturale e aggregativo, con la creazione di spazi culturali, per le associazioni e per i giovani.

Questo, senza estendere il discorso al tema universitario. L’Università degli Studi di Bergamo crescerà moltissimo a Dalmine nei prossimi anni e Dalmine si sta facendo trovare impreparata. Serviva ipotizzare nelle opere pubbliche nuovi servizi, spazi, modifiche alla viabilità, progetti culturali ed educativi che consentissero di fare in modo che l’Università generasse un grande indotto economico, formativo, innovativo e commerciale a Dalmine.

Un emblema dell’errore e della miopia commessi dall’Amministrazione è relativo al progetto sulle scuole, che è cercare di “cacciare tutto dentro” le richieste al PNRR, senza riflettere realmente sulle priorità e sulle reali esigenze di ogni situazione, e presentare invece progetti sostenibili e realistici. L’esito è che, con tutta probabilità, non otterremo alcun fondo, per questa mancanza di progettualità.

Chiudendo sulla transizione ecologica e il tema ambientale, la visione dell’Amministrazione appare semplicistica e ingenua. Da una parte si dichiara di puntare sulla sostenibilità, ma dall’altra si investe principalmente in interventi che hanno l’automobile al centro, e si lascia in secondo piano la mobilità dolce, quella dedicata a pedoni, ciclisti, al trasporto pubblico e alla vivibilità della città. Secondo il vecchio detto che recita “per capire le tue priorità, guarda dove spendi di più”, al centro della nostra Amministrazione c’è il desiderio di velocizzare di qualche minuto la percorrenza delle automobili e sostenere le grandi infrastrutture regionali come la Bergamo-Treviglio. Abbiamo perso l’occasione di fare un grande patto per l’ambiente, che consenta di migliorare la qualità dell’aria e di essere realmente sostenibili.

Non ci resta che aprire il nostro libro dei sogni: quello che, tra due anni, i cittadini votino un nuovo Sindaco.

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